Spazi di formazione


 

 

 

 SPAZI DI FORMAZIONE 2020

CORSO SEMINARIALE

RITROVARSI IN UN MONDO CHE CAMBIA DENTRO E FUORI DI NOI

“Oggi, con in pro­ces­si migra­tori, si met­tono in gio­co le nos­tre migrazioni incon­sce e reali in un mon­do ben lon­tano dal­l’essere maturo. La situ­azione di regres­sione psichi­ca attuale, intrisa di vio­len­za, fa rinascere in cer­to modo l’es­pe­rien­za cat­a­strofi­ca nazista con l’e­lim­i­nazione del diver­so, annichilen­do l’uo­mo come inter­locu­tore e il dial­o­go come fon­da­men­to del co-essere.…

Le per­sone impau­rite diven­tano migranti che cer­cano in Occi­dente l’e­quiv­a­lente del­la Città del sole

di Tom­ma­so Cam­panel­la, in gra­do di procu­rare calore e luce.

Come con­tribuire a creare lo spir­i­to di una migrazione trasfor­ma­ti­va fon­da­ta non sul­l’ide­al­iz­zazione ecces­si­va ma sul reale possibile?…

Forse la vita dovrebbe essere vista come un cam­mi­no ‘sel­vati­co’ dom­i­na­to dal­la curiosità e dal­la neces­sità di vedere e com­pren­dere la pro­pria esistenza.

Per­ché non pen­sare che la vita stes­sa è una ricer­ca inat­te­sa e un’es­pe­rien­za migra­to­ria e trasfor­ma­ti­va fondante?

…Ho volu­to offrire una una immag­ine globale…di una rif­les­sione del­la mia vita attuale e del mon­do di oggi, che vive le vicis­si­tu­di­ni di grup­pi migra­tori che fug­gono dal peri­co­lo o dal naufra­gio, o da sis­mi politi­ci, alla ricer­ca di una ter­ra ide­ale come luo­go di accogli­men­to utopi­co che dovrebbe rispon­dere ai loro bisog­ni infan­tili ed adulti.

Tut­ti noi fac­ciamo parte, per iden­ti­fi­cazione, a queste migrazioni nor­mali e pato­logiche allo stes­so tem­po, come una con­dizione inevitabile di una nave/mondo che è sul pun­to di naufra­gare, o di dis­far­si nel nul­la. Anche la ter­ra, arrab­bi­a­ta dopo quan­to ha dato con la pro­pria fer­til­ità ed i pro­pri frut­ti, sem­bra rag­giun­gere- a momen­ti – un tale caos collettivo.

Dov’è la nor­ma e dov’é la fol­lia? Come ho già det­to in diverse occa­sioni, la fol­lia è dis­sem­i­na­ta, operan­do dis­trut­ti­va­mente e autodis­trut­ti­va­mente con­tro ogni svilup­po cul­tur­ale e cre­ati­vo del­l’uo­mo, in un con­flit­to esisten­ziale e – addirit­tura! – cosmico.

La mia ipote­si è che molti pen­sieri riget­tati dal­la mente del pen­satore, o per­du­ti nel­lo spazio-tem­po del mon­do, cer­cano poi di ritornare alla mente-nido orig­i­nar­ia. Come emi­granti per forza, alcu­ni pen­sieri, vogliono ritornare al luo­go di nasci­ta anche per dirit­to d’asilo.

Mi riferisco qui alle vicis­si­tu­di­ni di quel­lo che, nel­la psi­coanal­isi kleini­ana, viene chiam­a­to re-introiezione.

La vita del trans­fert tra paziente ed anal­ista agisce, in modo inevitabile, sul­la sto­ria e sul­la geografia del­la mente di entrambi”

(Salomon Resnik, Aper­ture, Cafos­ca­ri­na Edi­zioni, Venezia 2019)

Per come la vedo io, l’azione del­l’adul­to che resti­tu­isce al bam­bi­no le sue sen­sazioni – mostran­dogli che coglie ciò che sta viven­do poiché è in gra­do di comu­ni­car­le – cos­ti­tu­isce la ver­sione base del riconoscimento.

Inizial­mente il riconosci­men­to trasfor­ma l’azione in comu­ni­cazione, e ques­ta azione è nec­es­saria da entrambe le par­ti affinché il bam­bi­no sia rego­la­to, svilup­pi un sen­so di sé coer­ente, provi emozioni def­i­nite e sper­i­men­ti agency, per poi diventare capace di pen­sare a ciò che è nel­la mente del­l’al­tro e nel­la sua mente…

Il pun­to essen­ziale su cui la teo­ria del riconosci­men­to si sof­fer­ma è la rispos­ta rec­i­p­ro­ca alla mente del­l’al­tro, ossia la con­sapev­olez­za che l’al­tro è sogget­to piut­tosto che un ogget­to, a pre­scindere dal­la speci­fi­ca for­ma che questo proces­so assume.”

(Jes­si­ca Ben­jamin, Il riconosci­men­to rec­i­pro­co, Raf­fael­lo Corti­na Edi­tore, Milano , 2019) 

 

SEMINARI

Saba­to 15 febbraio

Le vicis­si­tu­dine psichiche tra l’aper­to e il chiuso.

Antonel­lo Cor­reale, Psichi­a­tra, Psi­coanal­ista SPI, Roma

Saba­to 21 marzo

Il pread­o­les­cente nel­la realtà attuale. Famiglia, soci­età, psicoterapia.

Francesco Man­cu­so, Neu­ro Psichi­a­tra Infan­tile, Psi­coanal­ista SPI, Milano.

Saba­to 9 maggio

Il migrare come dimen­sione del­la mente.

Raf­faele Dioni­gi, psicoanalista,Cesena.

Saba­to 10 ottobre

L’im­por­tan­za del riconosci­men­to nel­la for­mazione del Sè e delle relazioni.

Maria Luisa Algi­ni, Psi­coter­apeu­ta Psicoanalitica,SIPSIA, Roma

Il cor­so è accred­i­ta­to da ARCADE Provider Regione Emil­ia Romagna per n. 25,20 cred­i­ti formativi.

Per infor­mazioni e iscrizioni tele­fonare a : Drssa. Car­la Cicog­nani  0547/25775 (12–13;14–14,30)

Sede del cor­so:  Sala poli­va­lente Maria Fan­ti­ni via Rena­to Ser­ra 2 Cese­na (FC)

Cos­to del cor­so. Euro 300

Cos­to di ogni sin­go­lo sem­i­nario : euro 80

(La parte­ci­pazione ad ogni sin­go­lo sem­i­nario non dà acces­so ai crediti)

 

CORSO TEORICO-CLINICO

TRASFORMAZIONI, RIEDIZIONI, NARRAZIONI

NEL PROCESSO TERAPEUTICO

“Un lago, se il tem­po è bel­lo, riflette gli alberi del­la riva sul­la spon­da che sta di fronte all’osser­va­tore. L’im­mag­ine degli alberi è trasfor­ma­ta in un rif­lesso: un’in­tera serie di trasfor­mazioni è effet­tua­ta dai fenomeni atmos­feri­ci. Sup­poni­amo che l’osser­va­tore pos­sa vedere soltan­to il rif­lesso: in con­dizioni atmos­feriche non trop­po per­tur­bate, egli sarebbe capace di dedurre la natu­ra di O da ciò che vede […] ma il muta­men­to del­l’at­mos­fera, dal­la luce al buio o dal­la cal­ma alla per­tur­bazione, influen­z­erebbe la trasfor­mazione, tal­vol­ta tan­to pro­fon­da­mente che l’osser­va­tore dovrebbe esercitare tut­ta la sua capac­ità percetti­va per pot­er dedurre la natu­ra di O.

Pro­prio come le richi­este fat­tegli potreb­bero essere oltremo­do esi­gen­ti, così come le con­dizioni atmos­feriche potreb­bero essere oltremo­do defor­man­ti […] Si può sup­porre che la per­tur­bazione e la defor­mazione siano il risul­ta­to del­l’e­mozione, che i lega­mi L,H,K influen­zi­no le trasfor­mazioni in modo anal­o­go ai muta­men­ti atmosferici”

(Bion W.R., Trasfor­mazioni. Il pas­sag­gio dal­l’ap­prendi­men­to alla cresci­ta, Arman­do , Roma 1973)

“Pro­pon­go di usare il ter­mine trasfor­mazione, per descri­vere il proces­so, di qualunque natu­ra esso sia, medi­ante il quale il pit­tore ha trasfor­ma­to la sua espe­rien­za in oli e col­ori sul­la tela”

(Bion W.R. La griglia, in Addo­mes­ti­care i pen­sieri sel­vati­ci, a cura di Francesca Bion, Fran­co Angeli, Milano, 1998)

“Quan­do alcu­ni ele­men­ti si riedi­zio­nano in modo ripet­i­ti­vo, dob­bi­amo chiederci:

Cosa c’è di nuo­vo? Quali sono gli aspet­ti bloc­cati e rimasti incis­ta­ti all’in­ter­no del prob­le­ma cen­trale? Qual’è il nucleo del ‘fat­to’ riedittivo?

Qual’è l’ele­men­to di novità incon­scio che por­ta il paziente a ritornare sulle sue vec­chie paure?

Quale ele­men­to estra­ni­ante sta per­cepen­do come ele­men­to anche nuo­vo che può fare irruzione por­tan­do con sé uno spaven­to dis­ar­ti­colante il dis­cor­so di Sè?

Per questo con la ripe­tizione il paziente si mette in situ­azione di sicurezza.

Noi dob­bi­amo saper cogliere l’in­ten­zion­al­ità nascos­ta nel­la ripe­tizione come ele­men­to di novità, di nuo­va richi­es­ta: ri-peto, chiedo di nuo­vo, avan­zo anco­ra la doman­da che non ha trova­to risposta”

(Raf­faele Dionigi)

Non è per sco­prire chi sono che devo rac­con­tare le mie sto­rie, ma per­ché ho bisog­no di fon­dar­mi su una sto­ria che pos­sa sen­tire ‘mia’; e sono sto­rie che mi spaven­tano, per­ché per loro tramite pos­so venire scop­er­to, e le mie stesse basi immag­i­nali pos­sono essere esposte. La rimozione è cemen­ta­ta in ogni sto­ria come pau­ra del­la sto­ria in sé…per questo l’arte del­la ter­apia richiede una par­ti­co­lare abil­ità nel trattare la memo­ria, la sto­ria clin­i­ca, per­ché pos­sa davvero fon­dare il paziente; e di qui l’im­por­tan­za di intro­durre nel­la ter­apia i gran­di miti, che sono modi di leg­gere la sto­ria per­son­ale nel­lo stile fon­dante del­la narrativa”

(Hilman J. Le sto­rie che cura­no, Ed. Corti­na, Milano, 1984)

Pos­si­amo con­sid­er­are la per­sona mala­ta come una per­sona col­pi­ta dal fato, nel sen­so di una per­sona <sostanzial­mente inter­ra­ta in un mon­do inte­ri­ore di rap­p­re­sen­tazione degli ogget­ti e del Sè che ripetono inces­san­te­mente lo stes­so scenario>.

E’ solo allo­ra, attra­ver­so l’uso dell’oggetto e delle sue trasfor­mazioni, che un indi­vid­uo può sciogliere il peso di una ered­ità sen­ti­ta come fis­sa e immutabile, ritrovan­do il tem­po gen­er­azionale e la poten­zial­ità del pro­prio des­ti­no, ovvero un’apertura di sen­so ver­so il futuro e ver­so l’esperienza di un Sé più autentico”

(F. Nosè,  Ogget­ti da buttare, ogget­ti da con­ser­vare, ogget­ti da trasfor­mare, in Forme di vita Forme di conoscen­za , E. Levis (a cura di), Bol­lati Bor­inghieri ‚Tori­no 2000)

PROGRAMMA DEL CORSO E TEMI TRATTATI

Mart­edì 21 gen­naio         Intro­duzione

Mart­edì 18 feb­braio        Divenire per­sona

Mart­edì 17 mar­zo           Fato e destino

Mart­edì 21 aprile            Lo spazio del transfert

Mart­edì 19 mag­gio         Affer­rare il “sepolto”

Mart­edì 16 giug­no          I man­dati trangenerazionali

Mart­edì 15 set­tem­bre     Polisemia del­la nar­razione edipica

Mart­edì 20 otto­bre         Trasfor­mazioni narrative

Mart­edì 17 novem­bre     Spazi poten­ziali

Mart­edì 15 dicem­bre      Con­clu­sioni

Saba­to 25 gennaio

Saba­to 18 aprile            Mod­el­li clin­i­ci a confronto

saba­to 7 novembre

Il cor­so è accred­i­ta­to da ARCADE Provider Regione Emil­ia Romagna per 50 cred­i­ti ECM.

Rela­tore e con­dut­tore del cor­so: Dr. Raf­faele Dioni­gi, Psi­coanal­ista, Cesena.

Per infor­mazioni ed iscrizioni tele­fonare a. Dr.ssa. Car­la Cicog­nani  ( tel.0547/25775 

12–13 ; 14 ‑14,30)

Sede del cor­so: Via del monte 80 Cese­na (FC)

Cos­to del cor­so: euro 350

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Bion W.R., Trasfor­mazioni, Arman­do, Roma 1973

Antoni­no Fer­ro, Nel­la stan­za del­l’anal­isi, Raf­fael­lo Corti­na edi­tore, Milano 1996

Masud Khan, I Sé nascosti, Bol­lati Bor­inghieri, Tori­no, 1990.

M. Amman­i­ti- D.N. Stern (a cura di), Rap­p­re­sen­tazioni e nar­razioni, Lat­erza, Bari, 1991

 

 

SPAZI DI FORMAZIONE 2019

IL DIALOGO ANALITICO, CORSO SEMINARIALE

 

Esiste una ‘geome­tria’ del silen­zio che pen­e­tra come una lin­ea ret­ta e che tal­vol­ta resp­inge, come una super­fi­cie con­ves­sa, tut­to quel­lo che incon­tra. A volte, è piut­tosto una con­cav­ità avi­da che ‘suc­chia’ in silen­zio (silen­zio orale).  

Nel­l’autista, il silen­zio può man­i­fes­tar­si come un vuo­to, ma in realtà questo vuo­to è ‘pieno di cose’.

Tut­tavia il suo mon­do inte­ri­ore è così penoso, così per­se­cu­to­rio o caoti­co, che egli ha bisog­no di far­lo tacere e di nascon­der­lo, negan­do l’e­sisten­za di un mon­do inte­ri­ore abi­ta­to

Come la paro­la, anche il silen­zio ha il suo lin­guag­gio fat­to di ‘stru­men­ti’ nascosti che, sec­on­do il con­testo fenom­e­no­logi­co del­l’in­con­tro, pos­sono essere al servizio del­la comu­ni­cazione od opporvisi…

Il silen­zio è lega­to alla notte e all’ig­no­to popo­la­to dal mis­tero, ma è appun­to la vocazione del mis­tero che con­duce l’uo­mo all’avven­tu­ra del­la conoscenza.

(Salomon Resnik, Per­sona e psi­cosi, Ein­au­di, Tori­no, 1976)

“ Noi siamo un dial­o­go. Un dial­o­go con noi stes­si e con le altre per­sone. Tramite questo dial­o­go siamo con­tin­u­a­mente posti din­nanzi all’al­ter­ità: l’Al­tro che io sono rispet­to a me stes­so e all’Al­tro incar­na­to  nelle altre per­sone. Ques­ta relazione con l’Al­tro è spes­so  seg­na­ta dalle fig­ure del­l’in­au­t­en­tic­ità, cioè dai modi di rap­por­tar­si all’al­ter­ità tramite i quali si addo­mes­ti­ca  il per­tur­bante insi­to nell’incontro”

(Gio­van­ni Stanghelli­ni, Noi siamo un dial­o­go, Raf­fael­lo Corti­na Edi­tore, Milano, 2017)

“ Espos­to ad un mon­do impreved­i­bile, l’uo­mo sarebbe un pesca­tore bisog­noso del­la ver­ità: un pesca­tore di ‘pen­sieri-pesci’, inizial­mente sen­ti­ti come estranei ‘pen­sieri-mostri’; l’uo­mo-pesca­tore dispone di una rete (la sua attrez­zatu­ra lin­guis­ti­ca e di pen­siero) debole e inadegua­ta, talo­ra piena di buchi attra­ver­so i quali i pen­sieri-mostri pos­sono entrare minac­ciosi: le cica­tri­ci psi­cotiche (Gabur­ri 1993); talal­tra del tut­to pri­va di varchi, per­ché trop­po orga­niz­za­ta in ter­mi­ni razion­ali intorno alla realtà sen­so­ri­ale-sen­suale o alle teorie assunte come ide­olo­gie, a parole addomesticate”

(Euge­nio Gabur­ri, a cura di, Emozione e inter­pre­tazione, Bol­lati Bor­inghieri, Tori­no 1997)

“ La sfin­ge pone all’uo­mo un prob­le­ma, il prob­le­ma di cos’è l’uo­mo, pre­cisa­mente: è risol­ven­do questo prob­le­ma che l’uo­mo diven­ta uomo; è dunque chiaro che Edipo, per diventare uomo, ha bisog­no che la sfin­ge gli pon­ga ques­ta doman­da sul­l’uo­mo, fra tutte la più ris­chiosa e la più temuta.

…Per ripren­dere l’im­mag­ine di parten­za, dirò che per incon­trare Edipo bisogna trovar­si sul­la stra­da di Tebe; bisogna che l’anal­ista cos­ti­tu­is­ca in altri luoghi con­dizioni, pos­si­bil­ità, lin­guag­gio del­l’in­ter­rogazione analitica”.

(Elvio Fachinel­li, Che cosa chiede Edipo alla Sfin­ge?, Quaderni Pia­cen­ti­ni n. 40, 1970)

SEMINARI

Saba­to 16 febbraio

Parole e silen­zi nel­l’in­con­tro analitico

Lui­gi Boc­cane­gra, Psichi­a­tra, Psi­coanal­ista SPI, Venezia

 

Saba­to 23 marzo

Incon­trare l’Altro

Gio­van­ni Stanghelli­ni, Psichi­a­tra, Psi­coter­apeu­ta, Firenze

 

Saba­to 13 aprile

Sul pen­sare. Rif­les­sioni intorno alla griglia bioniana

Raf­faele Dioni­gi, Psi­coanal­ista, Cesena

 

Saba­to 11 maggio

Oltre il divano. Nuovi luoghi del­l’in­ter­rogazione analitica.

Patrizia Mon­tag­n­er, Psi­colo­ga, Psi­coanal­ista SPI, Por­togru­aro Venezia

 

Con il seguente Orario:  Ore 9:30–12.30 ;  14:30–17:00

 

Accred­i­ta­to da Salute in Armo­nia s.r.l. Provider n. 1371.

Per Cred­i­ti N° 24

Per infor­mazioni e iscrizioni tele­fonare a: Dr.ssa. Car­la Cicog­nani 0547/25775 (12–13 ; 14–14,30)

Sede del cor­so: Sala Poli­va­lente Maria Fan­ti­ni via Rena­to Ser­ra 2 Cese­na

Cos­to del cor­so: euro 300

Cos­to di ogni sin­go­lo sem­i­nario: euro 80

 

NELLA STANZA DELL’ANALISI

CORSO TEORICO CLINICO

“ Con Bion l’anal­ista non è più sit­u­a­to fuori dal­la sto­ria e dal fun­zion­a­men­to men­tale del paziente: l’anal­isi diven­ta l’au­t­en­ti­ca avven­tu­ra di un nuo­vo incon­tro tra due per­sone sconosciute e l’oc­ca­sione per la scrit­tura di una nuo­va sto­ria tra le tante pos­si­bili, a sec­on­da del rec­i­pro­co inter­a­gire delle due men­ti in sedu­ta e del ris­chio di dilatazione men­tale a cui sono capaci di esporsi per accogliere nuovi pensieri”

(M. Bezoari A. Fer­ro, Percor­si nel cam­po biper­son­ale del­l’anal­isi. Dal gio­co delle par­ti alle trasfor­mazioni di cop­pia, In L.Nissin Momigliano  A. Robut­ti, a cura di, L’Es­pe­rien­za con­di­visa, Raf­fael­lo Corti­na Edi­tore, Milano, 1992)

“Il set­ting cos­ti­tu­isce le regole del gio­co che devono essere rispet­tate per­chè sia pos­si­bile gio­care il gio­co e sia pro­prio quel gio­co (anal­isi!) e non altro…

Il set­ting, comunque, per con­sen­tire oper­azioni trasfor­ma­tive, non può che essere un con­teni­tore capace di elas­tic­ità e assorbenze…”

(Antoni­no Fer­ro, Nel­la stan­za d’anal­isi, Raf­fael­lo Corti­na Edi­tore, Milano1996)

“Iden­ti­fi­co nel­l’in­con­tro, nel rac­con­to e nel com­mi­a­to tre ele­men­ti o fat­tori che carat­ter­iz­zano ogni espe­rien­za psi­coana­lit­i­ca: quest’ul­ti­ma sarebbe il prodot­to del­l’in­cro­cia­r­si tra loro di questi tre ele­men­ti, del molti­pli­car­si di questi tre fat­tori, che deb­bono dunque essere insieme pre­sen­ti nelle situ­azioni che indichi­amo come espe­rien­za psicoanalitica”

(Giuseppe Di Chiara, L’in­con­tro, il rac­con­to, e il commiato.Tre fat­tori fon­da­men­tali del­l’es­pe­rien­za psi­coana­lit­i­ca, in L.Nissin Momigliano  A. Robut­ti op.cit.)

ARTICOLAZIONE DEL CORSO

Il cor­so si arti­co­la in una serie di incon­tri il mart­edì (dalle ore 20 alle ore 23,15) e il saba­to (dalle ore 9 alle ore 13 per un totale di 40 ore)

PROGRAMMA DEL CORSO E TEMI TRATTATI

 

 

Mart­edì 15 gen­naio       Intro­duzione

Mart­edì 19 feb­braio      L’in­con­tro analitico

Mart­edì 19 mar­zo         Il set­ting come asset­to mentale

Mart­edì 16 aprile          Atmos­fera e cli­ma dell’incontro

Mart­edì 21 mag­gio       Fat­tori prin­ci­pali del­l’es­pe­rien­za analitica

Mart­edì 18 giug­no        Per­cor­si del cam­po bipersonale

Mart­edì 17 set­tem­bre    Sul­l’in­ter­pretare

Mart­edì 15 otto­bre        Trans­fert e liv­el­li di realtà

Mart­edì 19 novem­bre   Soprav­vi­vere, esistere, vivere

Mart­edì 17 dicem­bre    Con­clu­sioni

 

Saba­to 26 gennaio

Saba­to 28 set­tem­bre              Mod­el­li clin­i­ci a confronto

Saba­to 9 novembre

 

Con il seguente Orario:

Mart­edì dalle Ore 20:00–23:15

Saba­to dalle Ore  09:00–13:00

 

Rela­tore e con­dut­tore del cor­so: Dr.Raffaele Dioni­gi, Psi­coanal­ista, Cesena.

Accred­i­ta­to da Salute in Armo­nia s.r.l. Provider n. 1371.

Per cred­i­ti N°40

 

Per infor­mazioni ed iscrizioni tele­fonare a: Dr.ssa. Car­la Cicog­nani 0547/25775 (12–13 ; 14–14,30).

Sede del cor­so: Via del Monte n.80 Cese­na (FC)

Cos­to del cor­so: euro 350

 

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

L.Nissin Momigliano  A Robut­ti, L’es­pe­rien­za con­di­visa, Raf­fael­lo Corti­na Edi­tore, Milano, 1992

Antoni­no fer­ro, Nel­la stan­za d’anal­isi, Raf­fael­lo Corti­na Edi­tore, Milano, 1996

A. Mod­ell, Per una teo­ria del trat­ta­men­to psi­coanaliti­co, Raf­fael­lo Corti­na Edi­tore, Milano 1994

 

 

SPAZI DI FORMAZIONE 2018

IL TRANSFERT NEGATIVO

CORSO SEMINARIALE

“ Nel gio­co di vita e di morte che dis­putano il nos­tro esistere, noi non siamo leali: teni­amo cioè nascoste le carte del­la morte…Sembra per­ciò che il saper stare all regole del gio­co con la morte sia un pas­sag­gio obbli­ga­to attra­ver­so il quale il des­ti­no bio­logi­co è costret­to a pas­sare per uman­iz­zarsi ed esprimer­si in ter­mi­ni di bene e di male…Quando il vivere, ci regala desideri d’amore, siamo orgogliosi di essere noi ad amare, ma quan­do siamo in pre­da all’o­dio, lo alieni­amo da noi stes­si e siamo indot­ti a credere che è qualche cosa di fuori di noi che ci fa odiare”

(F.Fornari, Psi­coanal­isi del­la guer­ra atom­i­ca, Edi­zioni di Comu­nità, Milano 1964)

“Il trans­fert neg­a­ti­vo in sé non ha niente di noci­vo quan­do appare nel­l’anal­isi. Essendo parte del con­flit­to, deve esprimer­si per­ché l’anal­ista abbia la pos­si­bil­ità di inter­pre­tar­lo come tut­ti gli altri desideri e sen­ti­men­ti che si pre­sen­tano nel­la seduta.Se attac­co il mio anal­ista e con­tem­po­ranea­mente pen­so che gli sto offren­do del mate­ri­ale, in realtà spero che egli com­pren­da i motivi del­la mia aggres­siv­ità e li interpreti.

…Gli agget­tivi ‘pos­i­ti­vo’ e ‘neg­a­ti­vo’ han­no lo scopo di sep­a­rare affet­ti e pul­sioni, non indi­cano un cri­te­rio nor­ma­ti­vo, e ancor meno ideologico.

Nem­meno l’e­spres­sione ‘reazione ter­apeu­ti­ca neg­a­ti­va’ deno­ta un giudizio di val­ore, anche se il con­tro­trans­fert sem­pre minac­cia­to del­l’anal­ista con­no­ta come cat­ti­va la reazione del paziente.

Il paziente reagisce come può e noi dob­bi­amo inter­pretare ciò che è suc­ces­so nel modo più gius­to pos­si­bile. Mi sem­bra che la cura che met­tono alcu­ni autori a ril­e­vare che la reazione ter­apeu­ti­ca neg­a­ti­va  non è tan­to neg­a­ti­va ten­da a evitare questo equiv­o­co, seg­na­lan­do l’er­rore di clas­si­fi­care ide­o­logi­ca­mente quel che suc­cede. Il ter­mine descrive una rispos­ta del paziente, non la clas­si­fi­ca come buona  o cattiva”

(R. Hora­cio Etchegoyen, I fon­da­men­ti del­la tec­ni­ca psi­coana­lit­i­ca, Astro­labio, Roma 1986)

“In gen­erale sarebbe bene sostenere, fino a quan­do non ci risul­terà diver­sa­mente, che l’e­sacer­bar­si delle reazioni ter­apeu­tiche neg­a­tive è una indi­cazione del fat­to che il paziente sta com­pi­en­do un dis­per­a­to ten­ta­ti­vo di soprav­vi­vere ai nocivi effet­ti  degli inter­ven­ti di cui si sta facen­do uso in quel momen­to. Quan­do le inter­pre­tazioni abbiano sim­ili effet­ti dis­trut­tivi, occorre un approc­cio alter­na­ti­vo appro­pri­a­to se si vuole rompere il cir­co­lo vizioso”

(L.Epstein, Il con­tro­trans­fert con pazi­en­ti bor­der­line, Liguori Editore,Napoli, 1997)

PROGRAMMA DEL CORSO

Saba­to 17 Febbraio

Sen­ti­men­ti con­tro­trans­fer­ali con pazi­en­ti gravi

Mario Rossi Mon­ti, Psichi­a­tra, Psi­coanal­ista SPI, Firenze

Saba­to 10 Marzo

Pas­sag­gi e tur­bolen­ze nel­la relazione terapeutica

Rif­les­sioni a con­fron­to a cura del­l’As­so­ci­azione ARPA, Cesena.

Sabato7 Aprile

Dal­la relazione ide­al­iz­za­ta alla relazione autentica

Raf­faele Dioni­gi, Psi­coanal­ista, Cesena.

Saba­to 19 Maggio

Emozioni e trasfor­mazioni. Come incon­trare i sen­ti­men­ti neg­a­tivi in terapia.

Antonel­lo Cor­reale, Psichi­a­tra, Psi­coanal­ista SPI, Roma.

Il cor­so è accred­i­ta­to da Salute in Armo­nia s.r.l. Provider n1371 per n. 24 cred­i­ti formativi.

Per infor­mazioni ed iscrizioni tele­fonare a Dr.Carla Cicog­nani 0547/25775 (12–13; 14–14,30)

Sede del cor­so: Sala poli­va­lente M.Fantini, Cese­na , Via Rena­to Ser­ra 2 

 

CORSO TEORICO CLINICO

TURBOLENZE DEL CAMPO E SUE VICISSITUDINI

Restando a volte pri­gion­ieri di una visione ide­al­iz­za­ta ed onnipo­ten­te­mente ripar­a­ti­va del­la relazione ter­apeu­ti­ca, non rius­ci­amo a toller­are e ad accettare sen­ti­men­ti tal­vol­ta neg­a­tivi che il paziente esprime e deposi­ta in noi.

Talo­ra non rius­cen­do a rimanere nel­la lib­ertà che il trans­fert ci offre, ci iden­ti­fichi­amo total­mente nelle proiezioni del paziente e let­ter­al­iz­zan­do ciò che accade non tro­vi­amo più la dis­tan­za, l’ “inter”  ( inter-pre­tazione) che rende pos­si­bile un vedere e un capire vera­mente trasformativo.

Difend­en­do­ci in vari modi possiamo:

  • “rin­viare al mit­tente” i sen­ti­men­ti che tran­si­tano non riconoscen­do in essi la dram­ma­tiz­zazione di accadi­men­ti psichi­ci rimasti incis­ta­ti o calcificati;
  • spostare nel­la realtà ciò che avviene, col­lu­den­do così con la parte riven­dica­ti­va del paziente, alla ricer­ca di un ogget­to per­se­cu­to­rio da attaccare;
  • sat­u­rare lo spazio con inter­ven­ti che non riconoscen­do la ver­ità di ciò che accade, bloc­cano il pos­si­bile cam­bi­a­men­to ed una pos­si­bile apertura.

“Mi sgo­men­ta pen­sare alla quan­tità di cam­bi­a­men­to pro­fon­do che io ho imped­i­to o ritarda­to, in pazi­en­ti che apparten­gono ad una cer­ta cat­e­go­ria di clas­si­fi­cazione, a causa del mio per­son­ale bisog­no di inter­pretare. Se soltan­to sap­pi­amo aspettare, il paziente arri­va a capire in maniera cre­ati­va e con gioia immen­sa, ed ora io godo di ques­ta gioia più di quan­to fos­si soli­to godere del­la sen­sazione di essere sta­to intelligente.

Io pen­so che inter­pre­to soprat­tut­to per far capire al paziente i lim­i­ti del­la mia comprensione.

Il prin­ci­pio è che è il paziente, e solo il paziente,   a possedere le risposte”

(D. W. Win­ni­cott, L’u­so di un ogget­to e l’en­trare in rap­por­to attra­ver­so le iden­ti­fi­cazioni, in Gio­co e realtà, Arman­do 1971)

ARTICOLAZIONE DEL CORSO

Il cor­so si arti­co­la in una serie di incon­tri mart­edì (dalle ore 20 alle ore 23,15) e saba­to (dalle ore 9 alle ore 13) per un totale di 40 ore.

PROGRAMMA E TEMI TRATTATI

Mart­edì 16 gen­naio:                  Introduzione

Mart­edì 20 feb­braio:                 Il trans­fert negativo

Mart­edì 20 mar­zo:                    La reazione ter­apeu­ti­ca negativa

Mart­edì 17 aprile:                     La fun­zione ter­apeu­ti­ca del­l’o­dio nel controtransfert

Mart­edì 15 mag­gio                   L’u­so dell’oggetto

Mart­edì 12 giug­no:                   Il roves­ci­a­men­to del­la prospet­ti­va in Bion

Mart­edì 18 set­tem­bre:               Difese dal­l’an­gos­cia e ricer­ca del­la verità

Mart­edì 16 otto­bre:                   Sul vero contenimento

Mart­edì 20 novem­bre:              Sul­la speranza

Mart­edì 18 dicem­bre:               Conclusioni

Saba­to 27 gennaio

Saba­to 29 set­tem­bre                Mod­el­li clin­i­ci a confronto

Saba­to 10 novembre

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

T. J. Jacobs, Sul­la sper­an­za in anal­isi e per l’analisi

Gli Arg­onau­ti n.152  Mar­zo 2017

E. Borgna, La sper­an­za in psichiatria, 

Gli Arg­onau­ti n.152  Mar­zo 2017

T. H. Ogden, La dis­truzione ricon­cepi­ta: su “l’uso di un ogget­to e l’entrare in rap­por­to attra­ver­so iden­ti­fi­cazioni” di Win­ni­cott, Riv­ista di Psi­coanal­isi 2017/1

L. Epstein, La fun­zione ter­apeu­ti­ca dell’odio nel con­tro­trans­fert, in Con­tro­trans­fert e Relazione ana­lit­i­ca, Liguori Edi­tore 1997

L. Epstein, Il con­tro­trans­fert con pazi­en­ti bor­der­line, in Con­tro­trans­fert e Relazione ana­lit­i­ca, Liguori Edi­tore 1997

D. W. Win­ni­cott, L’odio nel con­tro­trans­fert, in Dal­la pedi­a­tria alla psi­coanal­isi, G. Mar­tinel­li Edi­tore 1975

D. W. Win­ni­cott, L’uso di un ogget­to e l’entrare in rap­por­to attra­ver­so le iden­ti­fi­cazioni, in Esplo­razioni Psi­coanalitiche, Raf­fael­lo Corti­na Edi­tore 1995

 

Rela­tore e con­dut­tore del cor­so: Dr. Raf­faele Dioni­gi, psi­coanal­ista, Cesena.

Il cor­so è accred­i­ta­to da Salute in Armo­nia s.r.l. Provider n. 1371 per numero 40 cred­i­ti formativi.

Sede del cor­so: Cese­na , Via del Monte 80.

Per infor­mazioni ed iscrizioni tele­fonare a Dr.Carla Cicog­nani 0547/25775 (12 ‑13; 14–14,30)

 

 

SPAZI DI FORMAZIONE 2017

Cor­so Seminariale
ALLE ORIGINI DELLA VIOLENZA

Cor­so teori­co – clinico
IL RICONOSCIMENTO DELLA DISTRUTTIVITA’ NELL’UOMO
L’IPOTESI PSICOANALITICA

“I nuovi accadi­men­ti stori­ci peg­gio­ra­no il ‘dis­a­gio del­la civiltà’ e i dis­tur­bi psichi­ci, nel momen­to in cui le gran­di strut­ture sociali e cul­tur­ali, i gran­di pro­ces­si di rego­lazione del­la vita col­let­ti­va non sono più sostenu­ti da quel­li che A. Touraine definisce i garan­ti metaso­ciali del­la soci­età: autorità e ger­ar­chia, miti, credenze,e reli­gione. Quan­do tali garan­ti si inde­bolis­cono o si trasfor­mano sot­to l’effetto del­la indus­tri­al­iz­zazione, dell’urbanizzazione e dei movi­men­ti migra­tori indot­ti da questi cam­bi­a­men­ti, le soci­età post-indus­tri­ali si trovano di fronte a nuove insta­bil­ità. Allo stes­so modo quan­do le gran­di ide­olo­gie e le reli­gioni del pro­gres­so non indi­vid­u­ano più le certezze, i sis­te­mi di rap­p­re­sen­tazione, i val­ori e i rifer­i­men­ti dell’azione col­let­ti­va, i divi­eti e le leg­gi che regolano i rap­por­ti sociali e inter­per­son­ali diven­tano vaghi o inop­er­an­ti. Attra­ver­so la fragilità o i cam­bi­a­men­ti dei garan­ti metaso­ciali per­diamo inoltre le gran­di matri­ci di sim­boliz­zazione quali la cul­tura, la creazione artis­ti­ca, i rifer­i­men­ti di sig­ni­fi­ca­to, in sin­te­si tut­to ciò che viene acquisi­to tramite le sub­li­mazioni e il proces­so di civilizzazione(Kulturarbeit). La vita psichi­ca è dunque minac­cia­ta dall’instabilità stes­sa dei suoi fon­da­men­ti, dalle frat­ture dei suoi ricetta­coli, di soli­to silen­ti, che ospi­tano ciò che deve rimanere implic­i­to e in parte, indifferenziato”.
(R. Kaës, Il dis­a­gio del mon­do mod­er­no, in Psiche Riv­ista di cul­tura psi­coana­lit­i­ca, n.1 1998)

“Fra i molti fat­tori che all’interno del­la per­son­al­ità sono causa di com­por­ta­men­ti vio­len­ti, esistono anche le proiezioni dei gen­i­tori, inquadra­bili nel­la trasmis­sione trans­gen­er­azionale di con­tenu­ti intoller­a­bili: queste van­no a riat­ti­vare quelle aree arcaiche di sen­ti­men­ti irrap­p­re­sentabili che, come si è vis­to in prece­den­za, risul­tano da difet­to di con­teni­men­to e da dan­ni alla strut­tura seman­ti­ca pri­maria; in questi casi il sogget­to agisce una vio­len­za non sua, con la quale si è iden­ti­fi­ca­to in maniera arcaica sec­on­do il mod­el­lo del­la incorporazione”
“Per quan­to ci è dato di capire, la vio­len­za dei nos­tri giorni sem­bra accom­pa­g­nar­si alla perdi­ta di capac­ità rap­p­re­sen­ta­ti­va e comu­nica­ti­va, ed essere avul­sa dal prin­ci­pio di causal­ità. Lo psi­coanal­ista non può fare altro, quan­do si imbat­te negli aspet­ti vio­len­ti del­la per­son­al­ità, che ospitare nel­la mente le par­ti prim­i­tive, le iden­ti­fi­cazioni arcaiche, i sen­ti­men­ti-sen­sazioni rab­biosi, per trovare insieme al paziente le parole che le esp­ri­mono e cos­ti­tuire il tes­su­to seman­ti­co che è con­dizione del­la cresci­ta. E’ impor­tante conoscere i tipi di vio­len­za e le ricerche sul cam­po. Ma è soltan­to nel­la relazione affet­ti­vo-cog­ni­ti­va del lavoro ter­apeu­ti­co che la conoscen­za si trasfor­ma in ver­ità umana”.
(G. Gia­co­nia, Per­ché la vio­len­za?, in Psiche Riv­ista di cul­tura psi­coana­lit­i­ca, n.1 1998)

“Il fenom­e­no del ter­ror­is­mo sui­ci­da non potrebbe essere real­iz­za­to sen­za l’incontro e l’azione sin­er­gi­ca di queste due com­po­nen­ti: la rete (la parte psi­cot­i­ca) e il sin­go­lo indi­vid­uo con la sua rab­bia impo­tente, il suo deside­rio di mar­tirio o il suo sac­ri­fi­cio ideale.

Come avviene nelle strut­ture psi­co­pa­to­logiche gravi, anche in questo fenom­e­no stupisce la pas­siv­ità, la docil­ità con cui la parte sana del­la per­son­al­ità si las­cia dom­inare dal nucleo distruttivo”.
(F. De Masi, Una nota sul ter­ror­is­mo con­tem­po­ra­neo, in Psiche Riv­ista di cul­tura psi­coana­lit­i­ca, 1 2006)

“Nel pun­to di incon­tro delle strade che si intrec­ciano per andare e tornare dal san­tu­ario di Apol­lo a Delfi, si com­pie il des­ti­no tragi­co di Edipo. A chi gli ingiunge di cedere il pas­so nel­la stret­toia del cro­ci­c­chio, facen­do leva sull’autorità regale e sul riguar­do dovu­to all’età avan­za­ta, il figlio di Laio risponde por­tan­do l’attacco al padre. Ne va anche qui, del­la pro­pria soprav­viven­za. Da quel pas­sag­gio solo uno dei due vian­dan­ti potrà uscire vivo. E dunque togliere di mez­zo l’avversario, spin­gere l’agòn oltre il con­fine del­la patrolòia è l’unico modo per sal­va­guardare, con la pro­pria inco­lu­mità, lo sfor­zo di diventare adulti”.
(U. Curi, La por­ta stret­ta, Bol­lati Bor­inghieri Tori­no 2015)

 

PROGRAMMA DEL CORSO

SABATO 18 FEBBRAIO
Alle orig­i­ni del­la vio­len­za, l’ipotesi psicoanalitica
Lui­gi Boc­cane­gra, Psichi­a­tra, Psi­coanal­ista SPI, Venezia
SABATO 4 MARZO
Il ter­ror­is­mo ipote­si per una pensabilità
Clau­dia Pere­gri­ni, Pedi­atra, Psi­coanal­ista SPI, Milano
SABATO 29 APRILE
Vio­len­za e pas­sag­gi generazionali
Umber­to Curi, Filoso­fo, Padova
Raf­faele Dioni­gi, Psi­coanal­ista, Cesena.
SABATO 27 MAGGIO
Arche­olo­gia e fenom­e­nolo­gia del­la violenza
Raf­faele Dioni­gi, Psi­coanal­ista, Cesena.

 

IL RICONOSCIMENTO DELLA DISTRUTTIVITA’ NELL’UOMO
L’IPOTESI PSICOANALITICA

CORSO TEORICO – CLINICO

“Il male, vor­rei ricor­darvelo, è umano, solo umano”
(Iosif Brod­skij, Il can­to del pen­do­lo, Milano, Adel­phi, 1987)

“L’amore non nasce (come a volte si è det­to) dal­l’o­dio. Ma l’o­dio, a sua vol­ta non nasce dal­la vio­len­za in quan­to tale, ma dal­l’in­ca­pac­ità di met­tere la vio­len­za a servizio del­l’amore. Non è con la forza che si può real­iz­zare il pas­sag­gio dal­la vio­len­za alla tenerez­za, all’amore, alla creatività.
Al con­trario ciò può ver­i­fi­car­si fon­da­men­tal­mente met­ten­do in atto , con un sogget­to che pro­cede nel­la sua cresci­ta affet­ti­va, un cli­ma educa­ti­vo sano ed obla­ti­vo. Per­ché l’e­d­u­cazione non può ridur­si pura­mente al reg­istro ped­a­gogi­co, ma deve appog­gia­r­si in pri­mo luo­go su tan­ta com­pren­sione, aiu­to e offer­ta di mod­el­li di iden­ti­fi­cazione suf­fi­cien­te­mente attraen­ti nel­la loro pos­i­tiv­ità e riv­olti alla relazione con l’ogget­to. Cos­ic­ché il piacere pos­sa appog­gia­r­si sulle relazioni di tenerez­za e sulle relazioni cre­ative, invece di cos­ti­tuire una pri­ma for­ma di sin­toniz­zazione con la vio­len­za prim­i­ti­va che può così facilmente…pervertirsi.”
(Jean Berg­eret, La vio­len­za quo­tid­i­ana, in Psiche n.1, Bor­la 1998)

“Edipo ben pri­ma del par­ri­cidio e del­l’inces­to por­ta in sé, nel suo cor­po, nei suoi pie­di la sto­ria di una negazione e di un rifi­u­to, la sto­ria di una vio­len­za… che lo accom­pa­gna fin dal­l’o­rig­ine: egli è figlio non volu­to, nato in un momen­to di ebbrez­za del padre, tes­ti­mone di una vio­len­za che lo fa fin da pri­ma di nascere vit­ti­ma e per­se­cu­tore, ucciso ed uccisore e lo col­lo­ca all’in­ter­no di un sog­no impos­si­bile, di una fan­ta­sia gen­er­azionale di vio­len­za e di morte (dal mito per­son­ale a quel­lo gen­er­azionale e famil­iare): Laio, il cui nome sig­nifi­ca ‘malde­stro’ è fin dal­la sua più ten­era età sen­za padre a causa del­la pre­matu­ra scom­parsa di Lab­da­co ‘lo zop­po’ e come Edipo viene allon­tana­to e ban­di­to dal­la città.
E’ ques­ta espe­rien­za esisten­ziale di vita e di morte che si col­lo­ca all’o­rig­ine e del per­cor­so vitale e del deside­rio di conoscere di Edipo come di ogni uomo”.
(Raf­faele Dioni­gi, Mod­el­li del­la mente in psicoanalisi.Il par­a­dig­ma Bio­ni­ano, Riv­ista Ital­iana di Psi­coter­apia e Psi­co­so­mat­i­ca, anno 16° n.3)

“Medea agisce con cuore di ‘pietra’ e con la forza del ‘fer­ro’ – come can­ta il coro – per­ché in lei la madre è can­cel­la­ta dal­la don­na. Il suo amore per Gia­sone si è trasfor­ma­to in un odio mor­tale che, come è già accadu­to per il suo amore, la spinge a vali­care ogni lim­ite. In questo sen­so ‘il com­p­lesso di Medea’ mostra l’ir­riducibil­ità del­l’essere don­na all’essere madre nei ter­mi­ni del­la inc­on­cil­i­a­bil­ità asso­lu­ta: il sac­ri­fi­cio dei figli avviene per ritor­sione del­la don­na feri­ta nel suo essere, nega­ta nel­la sua unic­ità insostituibile”.
(Mas­si­mo Recal­cati, Le mani del­la madre, Fel­trinel­li, Milano 2015)

“La vio­len­za, espres­sione del­la pul­sione di morte, è l’an­tag­o­nista nec­es­saria per­ché la libido generi la vita, nel suo con­tin­uo divenire…
E’ inconfutabile che la libido, espres­sione pul­sion­ale del­l’amore, leghi: i lega­mi chim­i­co-fisi­ci tra le cel­lule, lega­mi di affet­to tra i viven­ti, lega­mi sin­tat­ti­ci che for­mano le parole e i pen­sieri, attra­ver­so i quali gli esseri umani comunicano.

La vita si fon­da sul legame, dalle forme più ele­men­tari alle più raf­fi­nate comu­ni­cazioni dell’anima.
La pul­sione di morte sle­ga; se l’uo­mo non la proi­et­tasse all’ester­no (ritiene Freud) si autodistruggerebbe.”
(Gio­van­na Gia­co­nia, Per­ché la vio­len­za? In Psiche n.1, Bor­la 1998)

ARTICOLAZIONE DEL CORSO

Il cor­so si arti­co­la in una serie di incon­tri il mart­edì (dalle ore 20 alle ore 23:15) e il saba­to (dalle ore 9 alle ore 13) per un totale di 40 ore.

PROGRAMMA E TEMI TRATTATI

Mart­edì 17 gen­naio: Intro­duzione
Mart­edì 21 feb­braio: Fig­ure del­la vio­len­za: Edipo
Mart­edì 21 mar­zo: Vio­len­za e pas­sag­gi generazionali
Mart­edì 18 aprile: Fig­ure del­la vio­len­za: Medea
Mart­edì 16 mag­gio: Costru­ire i lega­mi – dis­trug­gere i lega­mi il pen­siero di Bion
Mart­edì 13 giug­no: Aggres­sione benigna e maligna, il pen­siero di E. Fromm
Mart­edì 19 set­tem­bre: L’identificazione con l’aggressore
Mart­edì 17 otto­bre: Le orig­i­ni trau­matiche del­la violenza
Mart­edì 21 novem­bre: Dis­uman­iz­zazioni e/o speci­fi­co umano?
Mart­edì 19 dicem­bre: Con­clu­sioni

Mod­el­li clin­i­ci a confronto

Saba­to 28 gennaio
Saba­to 7 ottobre
Saba­to 11 novembre

Rela­tore e con­dut­tore del corso:
Dr. Raf­faele Dioni­gi, Psi­coanal­ista, Cesena.

I cor­si sono accred­i­tati da Salute in Armo­nia s.r.l. Provider n.1371:
“Alle orig­i­ni del­la violenza”
cor­so sem­i­nar­i­ale (ore 24) cred­i­ti n. 24
con il seguente orario: 9:30–12:30 – 14:30–17:00
pres­so la Sala Poli­va­lente Maria Fan­ti­ni, via Rena­to Ser­ra 2 Cese­na (FC)

“Il riconosci­men­to del­la dis­trut­tiv­ità nell’uomo
L’ipotesi psicoanalitica”
cor­so teori­co – clin­i­co (ore 40) cred­i­ti n.40
mart­edì dalle ore 20:00 alle ore 23:15
saba­to dalle ore 9:00 alle ore 13:00
pres­so la Sede ARPA via del Monte 80 Cese­na (FC)
Il cos­to del cor­so sem­i­nar­i­ale è di euro 300,-
Il cos­to del cor­so teori­co-clin­i­co è di euro 350,-
Cos­to di ogni sin­go­lo sem­i­nario euro 80,-
(la parte­ci­pazione ai sin­goli sem­i­nari non dà acces­so ai cred­i­ti formativi)

 

Qui e pos­si­bile scari­care il pro­gram­ma 2017 in PDF

Depli­ant Spazi di For­mazione 2017.pdf

 

PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI:
Dott. CARLA CICOGNANI
Tel. 0547 25775
(dalle ore 12 alle ore 13 e dalle ore 14 alle ore 14:30)

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Riv­ista Psiche n.1 Bor­la 1998

Riv­ista Psiche n.1 Il Sag­gia­tore 2006

Sofo­cle, Antigone, Edipo Re, Edipo a Colono,
San­soni, Firen­ze, 1980

Euripi­de, Medea, Fel­trinel­li, 2014

 

 

 

SPAZI DI FORMAZIONE 2016

DALLA COPPIA CONIUGALE ALLA COPPIA GENITORIALE

CORSO SEMINARIALE

Il tipo di legame che la cop­pia ha sta­bil­i­to, in quan­to cop­pia, pri­ma del­la nasci­ta di un figlio, ha una notev­ole influen­za sul modo in cui il bam­bi­no ver­rà accolto all’in­ter­no del­la diade coni­u­gale (Box et al.,1981). Se la cop­pia è in gra­do di adat­tar­si con dut­til­ità al cam­bi­a­men­to, il nuo­vo con­testo che si crea può essere l’oc­ca­sione per una mobil­i­tazione cre­ati­va e l’op­por­tu­nità per riaf­frontare situ­azioni prob­lem­atiche delle espe­rien­ze del­la pro­pria infanzia che l’as­set­to affet­ti­vo attuale del­la relazione di cop­pia aiu­ta ad elaborare.

L’as­sun­zione da parte dei coni­u­gi del­la fun­zione gen­i­to­ri­ale com­por­ta spes­so un peri­o­do di crisi nel­l’as­set­to del­la coni­u­gal­ità, che può essere let­ta come ‘crisi evo­lu­ti­va’, in un cer­to sen­so fisi­o­log­i­ca che impone un rias­set­to del­l’or­ga­niz­zazione di per­son­al­ità di cias­cuno (Erik­son, 1963; Cramer, Pala­cio Espasa, 1993).

….Il modo in cui la cop­pia si rior­ga­niz­za affet­ti­va­mente in relazione alla nasci­ta dei figli ha un’in­fluen­za ril­e­vante sia sulle modal­ità con cui cias­cuno dei due coni­u­gi si ass­es­ta nel pro­prio ruo­lo, sia sul­l’in­ter­azione fra la mam­ma e il neona­to, e tut­to ciò ha una parte con­sid­erev­ole nel deter­minare la strut­tura psichi­ca del bambino”.

(D.Norsa, C.Zavattini, Intim­ità e col­lu­sione, Raf­fael­lo Corti­na Edi­tore, Milano1997)

“A un adul­to non si deve chiedere di rap­p­re­sentare l’ide­ale di una vita cosidet­ta morale, né, tan­tomeno, di una vita com­pi­u­ta, ma di dare peso alla pro­pria paro­la, il che sig­nifi­ca innanz­i­tut­to provare ad assumere tutte le con­seguen­ze dei suoi atti. Un adul­to non è tenu­to a incar­nare nes­sun ide­ale di per­fezione, ma è tenu­to a dare peso sim­bol­i­co alla pro­pria paro­la. E questo sig­nifi­ca mostrar­si ai pro­pri figli come dipen­dente a sua vol­ta da una Legge – la Legge del­la paro­la – che lo sovrasta”.

(M.Recalcati, Il com­p­lesso di Telema­co, Fel­trinel­li 2013)

“Noi non siamo altro che l’in­sieme strat­i­fi­ca­to di tutte le trac­ce, le impres­sioni, le parole, i sig­nif­i­can­ti che prove­nen­do dal­l’Al­tro ci han­no cos­ti­tu­ito. Non pos­si­amo par­lare di noi stes­si sen­za par­lare degli Altri, di tut­ti quegli Altri che han­no deter­mi­na­to, fab­bri­ca­to, prodot­to, marchi­a­to, plas­ma­to la nos­tra vita. Noi siamo la nos­tra paro­la, ma la nos­tra paro­la non esisterebbe se non si fos­se cos­ti­tui­ta attra­ver­so la paro­la degli Altri che ci han­no parlati”.

(Mas­si­mo Recal­cati, Il com­p­lesso di Telema­co, Fel­trinel­li 2013)

“…La moti­vazione a ‘pren­der­si cura’ mobil­i­ta­ta dal­l’ar­ri­vo del nuo­vo nato, come una delle espres­sioni più carat­ter­is­tiche di quel­la qual­ità umana che Balint (Balint,Balint,1968) ha defini­to come ‘ter­apeu­tic­ità nat­u­rale delle relazioni’ , con­corre in una grande misura a dare cor­po a quel nuo­vo asset­to psi­co­logi­co che com­prende la cop­pia e il bam­bi­no, riat­ti­van­do una speci­fi­ca sen­si­bil­ità che coin­volge anche l’e­qui­lib­rio psi­cofisi­co, e intro­duce una par­ti­co­lare plas­tic­ità psichi­ca che per­me­tte anche agli adul­ti, con le loro orga­niz­zazioni difen­sive con­sol­i­date, di accedere a liv­el­li pro­fon­di di coinvolgimento”

( D.Norsa, C. Zavatt­ti­ni, Intim­ità e col­lu­sione, Raf­fael­lo Corti­na Edi­tore, 1997)

 

PROGRAMMA DEL CORSO

Saba­to 20 feb­braio 2016

Las­ci­ate­mi sem­brare fino a quan­do non sarò. Ado­lescen­za e speranza.

Raf­faele Dioni­gi, Psi­coanal­ista ARPA Cesena.

 

Saba­to 5 mar­zo 2016

Cor­pi reali e cor­pi vir­tu­ali, come cam­biano le relazioni nel­l’era del web.

Chiara Risol­di, Psi­coanal­ista SPI, Bologna.

 

Saba­to 9 aprile 2016

Riso­nanze e dis­so­nanze del con­testo famil­iare con un figlio con patolo­gia grave

Lui­gi Boc­cane­gra Psichi­a­tra, Psi­coanal­ista, SPI, Venezia

 

Saba­to 8 otto­bre 2016

Miti famil­iari e pas­sag­gi trans­gen­er­azion­ali. Uno sguar­do attra­ver­so la lente del cinema.

Pietro Rizzi, Psi­col­o­go, Psi­coanal­ista SPI, Milano.

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MARTEDI 19 GENNAIO 2016 ore 21:00

inizia il cor­so teori­co-clin­i­co “SCENARI DELLA GENITORIALITA”

Per quan­to riguar­da la cop­pia nel­la sua fun­zione gen­i­to­ri­ale, quan­do si viene a spez­zare il cir­cuito vir­tu­oso, per cui, almeno in parte l’amore nar­ci­sis­ti­co riceve con­fer­ma, si atti­va facil­mente una dinam­i­ca neg­a­ti­va che parte dal sen­ti­men­to di frus­trazione, e che gen­era suc­ces­si­va­mente un sen­ti­men­to incon­scio di col­pa, che aumen­ta i vis­su­ti di frus­trazione e rab­bia. Spes­so è pro­prio il sen­ti­men­to di col­pa del gen­i­tore che por­ta ad una esca­la­tion di neg­a­tiv­ità, in quan­to ogni com­por­ta­men­to che non va del figlio tende ad aumentare la con­vinzione che egli sia non nor­male, pazzo,ecc. Dietro ques­ta con­vinzione c’è il tim­o­re di aver­lo dan­neg­gia­to, o di essere da lui dan­neg­gia­to. Alla lun­ga questo sta­to di cose si estende al coni­uge, colpev­ole di non capire, di non saper agire sul figlio per mod­i­fi­care la situ­azione, e in tal modo il malessere tende ad esten­der­si a tut­to il nucleo familiare”

(Diana Nor­sa, Cir­co­lo vizioso, cir­co­lo vir­tu­oso,in Quale Psi­coanal­isi per la cop­pia?, Fran­co Angeli Edi­tore, Milano, 2005)

Con­dut­tore del cor­so: Dr. Raf­faele Dioni­gi, Psi­coanal­ista ARPA Cesena.

Il cor­so è accred­i­ta­to da Salute in Armo­nia s.r.l. Provider n. 1371 per 40 cred­i­ti formativi.

Per infor­mazioni ed iscrizioni tele­fonare a Dr. Car­la Cicog­nani 0547/25775 (12–13 ; 14 ‑14:30)

Sede del cor­so: Via Uber­ti 53 Cesena

Cos­to del cor­so: euro 350,-

 

 

Qui e pos­si­bile scari­care il pro­gram­ma 2016 in PDF

SPAZI DI FORMAZIONE 2016 depli­ant 3 pag

 

 

 

SCENARI DELLA GENITORIALITA’

Cor­so teori­co – clinico

“La con­di­vi­sione del­la gen­i­to­ri­al­ità all’in­ter­no del­la relazione di cop­pia, in sostan­za, può essere anche descrit­ta nei ter­mi­ni del­l’at­ti­vazione, poten­zi­a­ta rec­i­p­ro­ca­mente, di quel­la fun­zione dif­feren­zi­a­ta del­l’in­di­vid­uo che la psi­coanal­isi ha indi­vid­u­a­to come capac­ità di elab­o­rare il lut­to e di pen­sare; fun­zione indis­pens­abile per­ché per­me­tte la preser­vazione di uno ‘spazio inter­no’ dis­tin­to dal­l’a­gire proi­et­ti­va­mente, quel ‘Sen­so del Noi’ con­di­vi­so dal­la cop­pia, che può essere este­so al bam­bi­no in quel­la fase del­la vita in cui neces­si­ta di essere ‘con­tenu­to’ con i suoi bisog­ni affet­tivi e la sua dipen­den­za, tolleran­do quel­la quo­ta di frus­trazione e lim­i­tazione che inevitabil­mente la pre­sen­za del bam­bi­no impone”

(D.Norsa, C.Zavattini, Intim­ità e col­lu­sione, Raf­fael­lo Corti­na Edi­tore, Milano 1997)

“I pro­ces­si che nor­mal­mente han­no luo­go nelle madri al momen­to del­la nasci­ta del figlio e del­l’e­merg­ere del­la gen­i­to­ri­al­ità cos­ti­tu­is­cono una ‘crisi’…

L’ele­men­to cen­trale di ques­ta crisi impli­ca ciò che abbi­amo chiam­a­to lut­to evo­lu­ti­vo. In effet­ti pen­si­amo che questi even­ti del­la vita implichi­no sem­pre la riat­ti­vazione del vis­su­to del­la perdi­ta di ogget­ti prim­i­tivi, che si trat­ti dei pro­pri gen­i­tori o di altre per­sone emo­ti­va­mente sig­ni­fica­tive. Nel­la misura in cui, nel pas­sato, questo proces­so di lut­to non è sta­to elab­o­ra­to, ne ritro­ver­e­mo alcune man­i­fes­tazioni dirette e indi­rette nel­la relazione col figlio, sot­to for­ma di sce­nari narcisistici” .

(J.Manzano, F.Palacio Espasa, Sce­nari del­la gen­i­to­ri­al­ità, Raf­fael­lo Corti­na Edi­tore, Milano 1999)

“ …Improvvisa­mente, com­por­ta­men­ti abit­u­ali nelle dinamiche famil­iari gen­er­a­no oppo­sizione e rifi­u­to, nel momen­to in cui non cor­rispon­dono più a un sé che è impeg­na­to a tessere nuovi lega­mi, nel bisog­no di essere parte di quel nuo­vo, che rap­p­re­sen­ta il suo divenire.

E’ una tem­pes­ta emo­ti­va ed istin­tuale quel­la che irrompe nel­la vita del gio­vane ado­les­cente e, nel sosp­inger­lo ver­so nuove mete, innesca il proces­so di dif­feren­zi­azione e poi quel­lo di sep­a­razione e indi­vid­u­azione. Il bisog­no di dipen­den­za non è risolto, ma è in trasfor­mazione l’im­mag­ine che rap­p­re­sen­ta la pos­si­bil­ità di soddisfazione.

Il tra­mon­to del­l’im­mag­ine mater­na richiede altri ogget­ti che pos­sano essere investi­ti e pone il prob­le­ma non solo del guardare ver­so ma anche del­l’essere visti.

Il con­flit­to gen­er­azionale ha mobil­i­ta­to l’am­bivalen­za che, nel­l’al­ter­nan­za di amore e odio, impeg­na la mod­u­lazione del­la dis­tan­za in vor­ti­cosi avvic­i­na­men­ti e allontanamenti.”

(F.Tagliagambe, L’ado­lescen­za e la costruzione del­la lib­era sogget­tiv­ità, in Ado­lescen­za e sper­an­za Quaderni de gli arg­onau­ti n.28 dicem­bre 2014)

ARTICOLAZIONE DEL CORSO

Il cor­so si arti­co­la in una serie di incon­tri mart­edì (dalle ore 20 alle ore 23,15) e saba­to (dalle ore 9 alle ore 13) per un totale di 40 ore.

PROGRAMMA E TEMI TRATTATI

Mart­edì 19 gen­naio:       Introduzione

Mart­edì 16 feb­braio:       Dal­la nasci­ta alla co-nascita

Mart­edì 15 mar­zo:           Il bam­bi­no e la coppia

Mart­edì 19 aprile:           L’om­bra di Sé: le proiezioni del gen­i­tore sul figlio

Mart­edì 17 mag­gio:         L’om­bra del­l’ogget­to dei gen­i­tori proi­et­ta­to sul figlio

Mart­edì 14 giug­no :         La comu­ni­cazione tri­an­go­lare nel bambino

Mart­edì 20 set­tem­bre:     L’amore materno

Mart­edì 18 otto­bre:         Dal com­p­lesso di Edipo al com­p­lesso di Telemaco

Mart­edì 15 novem­bre:     “Non ti riconosco più” . La fat­i­ca dei gen­i­tori con un figlio adolescente

Mart­edì 20 dicem­bre:     Conclusioni

Saba­to 30 gennaio

Saba­to 28 mag­gio               Mod­el­li clin­i­ci a confronto

Saba­to 26 novembre

Rela­tore e con­dut­tore del cor­so: Dr. Raf­faele Dioni­gi, Psi­coanal­ista, Cesena.

Il cor­so è accred­i­ta­to da Salute in Armo­nia s.r.l. provider n. 1371 per n. 40 cred­i­ti formativi.

Per infor­mazioni ed iscrizioni tele­fonare a Dr. Car­la Cicog­nani 0547/25775 (12:00 ‑13:00 ; 14:00 ‑14:30 )

Sede del cor­so: Via Uber­ti 53 Cese­na  ( dal 13.05.2015 la Sede del Cor­so si spos­ta in Via del Monte, n. 80  47521 Cesena)

Cos­to del cor­so: euro 350,-

 

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Scenari della genitorialità, La consultazione genitori - bambino

Sce­nari del­la genitorialità

J.Manzano, F. Pala­cio Espasa

Sce­nari del­la genitorialità

Raf­fael­lo Corti­na Edi­tore , Milano, 1999

ISBN 9788870786941

 

 

Il Complesso di Telemaco, Genitori e Figli dopo il Tramonto del Padre

Il Com­p­lesso di Telemaco

Mas­si­mo Recalcati

Il com­p­lesso di Telemaco, 

Fel­trinel­li, Milano,2013

ISBN 9788807172557

 

 

Le mani della Madre, Desiderio, Fantasmi ed eredità del Materno

Le mani del­la Madre

Mas­si­mo Recalcati

Le mani del­la madre

Fel­trinel­li, Milano 2016

ISBN 9788807172908