Spazi di formazione


 

 

SPAZI DI FORMAZIONE 2019

IL DIALOGO ANALITICO, CORSO SEMINARIALE

 

Esiste una ‘geometria’ del silenzio che penetra come una linea retta e che talvolta respinge, come una superficie convessa, tutto quello che incontra. A volte, è piuttosto una concavità avida che ‘succhia’ in silenzio (silenzio orale).  

Nell’autista, il silenzio può manifestarsi come un vuoto, ma in realtà questo vuoto è ‘pieno di cose’.

Tuttavia il suo mondo interiore è così penoso, così persecutorio o caotico, che egli ha bisogno di farlo tacere e di nasconderlo, negando l’esistenza di un mondo interiore abitato

Come la parola, anche il silenzio ha il suo linguaggio fatto di ‘strumenti’ nascosti che, secondo il contesto fenomenologico dell’incontro, possono essere al servizio della comunicazione od opporvisi…

Il silenzio è legato alla notte e all’ignoto popolato dal mistero, ma è appunto la vocazione del mistero che conduce l’uomo all’avventura della conoscenza.

(Salomon Resnik, Persona e psicosi, Einaudi, Torino, 1976)

“ Noi siamo un dialogo. Un dialogo con noi stessi e con le altre persone. Tramite questo dialogo siamo continuamente posti dinnanzi all’alterità: l’Altro che io sono rispetto a me stesso e all’Altro incarnato  nelle altre persone. Questa relazione con l’Altro è spesso  segnata dalle figure dell’inautenticità, cioè dai modi di rapportarsi all’alterità tramite i quali si addomestica  il perturbante insito nell’incontro”

(Giovanni Stanghellini, Noi siamo un dialogo, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2017)

“ Esposto ad un mondo imprevedibile, l’uomo sarebbe un pescatore bisognoso della verità: un pescatore di ‘pensieri-pesci’, inizialmente sentiti come estranei ‘pensieri-mostri’; l’uomo-pescatore dispone di una rete (la sua attrezzatura linguistica e di pensiero) debole e inadeguata, talora piena di buchi attraverso i quali i pensieri-mostri possono entrare minacciosi: le cicatrici psicotiche (Gaburri 1993); talaltra del tutto priva di varchi, perché troppo organizzata in termini razionali intorno alla realtà sensoriale-sensuale o alle teorie assunte come ideologie, a parole addomesticate”

(Eugenio Gaburri, a cura di, Emozione e interpretazione, Bollati Boringhieri, Torino 1997)

“ La sfinge pone all’uomo un problema, il problema di cos’è l’uomo, precisamente: è risolvendo questo problema che l’uomo diventa uomo; è dunque chiaro che Edipo, per diventare uomo, ha bisogno che la sfinge gli ponga questa domanda sull’uomo, fra tutte la più rischiosa e la più temuta.

…Per riprendere l’immagine di partenza, dirò che per incontrare Edipo bisogna trovarsi sulla strada di Tebe; bisogna che l’analista costituisca in altri luoghi condizioni, possibilità, linguaggio dell’interrogazione analitica”.

(Elvio Fachinelli, Che cosa chiede Edipo alla Sfinge?, Quaderni Piacentini n. 40, 1970)

SEMINARI

Sabato 16 febbraio

Parole e silenzi nell’incontro analitico

Luigi Boccanegra, Psichiatra, Psicoanalista SPI, Venezia

 

Sabato 23 marzo

Incontrare l’Altro

Giovanni Stanghellini, Psichiatra, Psicoterapeuta, Firenze

 

Sabato 13 aprile

Sul pensare. Riflessioni intorno alla griglia bioniana

Raffaele Dionigi, Psicoanalista, Cesena

 

Sabato 11 maggio

Oltre il divano. Nuovi luoghi dell’interrogazione analitica.

Patrizia Montagner, Psicologa, Psicoanalista SPI, Portogruaro Venezia

 

Con il seguente Orario:  Ore 9:30-12.30 ;  14:30-17:00

 

Accreditato da Salute in Armonia s.r.l. Provider n. 1371.

Per Crediti N° 24

Per informazioni e iscrizioni telefonare a: Dr.ssa. Carla Cicognani 0547/25775 (12-13 ; 14-14,30)

Sede del corso: Sala Polivalente Maria Fantini via Renato Serra 2 Cesena

Costo del corso: euro 300

Costo di ogni singolo seminario: euro 80

 

NELLA STANZA DELL’ANALISI

CORSO TEORICO CLINICO

“ Con Bion l’analista non è più situato fuori dalla storia e dal funzionamento mentale del paziente: l’analisi diventa l’autentica avventura di un nuovo incontro tra due persone sconosciute e l’occasione per la scrittura di una nuova storia tra le tante possibili, a seconda del reciproco interagire delle due menti in seduta e del rischio di dilatazione mentale a cui sono capaci di esporsi per accogliere nuovi pensieri”

(M. Bezoari A. Ferro, Percorsi nel campo bipersonale dell’analisi. Dal gioco delle parti alle trasformazioni di coppia, In L.Nissin Momigliano  A. Robutti, a cura di, L’Esperienza condivisa, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1992)

“Il setting costituisce le regole del gioco che devono essere rispettate perchè sia possibile giocare il gioco e sia proprio quel gioco (analisi!) e non altro…

Il setting, comunque, per consentire operazioni trasformative, non può che essere un contenitore capace di elasticità e assorbenze…”

(Antonino Ferro, Nella stanza d’analisi, Raffaello Cortina Editore, Milano1996)

“Identifico nell’incontro, nel racconto e nel commiato tre elementi o fattori che caratterizzano ogni esperienza psicoanalitica: quest’ultima sarebbe il prodotto dell’incrociarsi tra loro di questi tre elementi, del moltiplicarsi di questi tre fattori, che debbono dunque essere insieme presenti nelle situazioni che indichiamo come esperienza psicoanalitica”

(Giuseppe Di Chiara, L’incontro, il racconto, e il commiato.Tre fattori fondamentali dell’esperienza psicoanalitica, in L.Nissin Momigliano  A. Robutti op.cit.)

ARTICOLAZIONE DEL CORSO

Il corso si articola in una serie di incontri il martedì (dalle ore 20 alle ore 23,15) e il sabato (dalle ore 9 alle ore 13 per un totale di 40 ore)

PROGRAMMA DEL CORSO E TEMI TRATTATI

 

 

Martedì 15 gennaio       Introduzione

Martedì 19 febbraio      L’incontro analitico

Martedì 19 marzo         Il setting come assetto mentale

Martedì 16 aprile          Atmosfera e clima dell’incontro

Martedì 21 maggio       Fattori principali dell’esperienza analitica

Martedì 18 giugno        Percorsi del campo bipersonale

Martedì 17 settembre    Sull’interpretare

Martedì 15 ottobre        Transfert e livelli di realtà

Martedì 19 novembre   Sopravvivere, esistere, vivere

Martedì 17 dicembre    Conclusioni

 

Sabato 26 gennaio

Sabato 28 settembre              Modelli clinici a confronto

Sabato 9 novembre

 

Con il seguente Orario:

Martedì dalle Ore 20:00-23:15

Sabato dalle Ore  09:00-13:00

 

Relatore e conduttore del corso: Dr.Raffaele Dionigi, Psicoanalista, Cesena.

Accreditato da Salute in Armonia s.r.l. Provider n. 1371.

Per crediti N°40

 

Per informazioni ed iscrizioni telefonare a: Dr.ssa. Carla Cicognani 0547/25775 (12-13 ; 14-14,30).

Sede del corso: Via del Monte n.80 Cesena (FC)

Costo del corso: euro 350

 

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

L.Nissin Momigliano  A Robutti, L’esperienza condivisa, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1992

Antonino ferro, Nella stanza d’analisi, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1996

A. Modell, Per una teoria del trattamento psicoanalitico, Raffaello Cortina Editore, Milano 1994

 

 

SPAZI DI FORMAZIONE 2018

IL TRANSFERT NEGATIVO

CORSO SEMINARIALE

“ Nel gioco di vita e di morte che disputano il nostro esistere, noi non siamo leali: teniamo cioè nascoste le carte della morte…Sembra perciò che il saper stare all regole del gioco con la morte sia un passaggio obbligato attraverso il quale il destino biologico è costretto a passare per umanizzarsi ed esprimersi in termini di bene e di male…Quando il vivere, ci regala desideri d’amore, siamo orgogliosi di essere noi ad amare, ma quando siamo in preda all’odio, lo alieniamo da noi stessi e siamo indotti a credere che è qualche cosa di fuori di noi che ci fa odiare”

(F.Fornari, Psicoanalisi della guerra atomica, Edizioni di Comunità, Milano 1964)

“Il transfert negativo in sé non ha niente di nocivo quando appare nell’analisi. Essendo parte del conflitto, deve esprimersi perché l’analista abbia la possibilità di interpretarlo come tutti gli altri desideri e sentimenti che si presentano nella seduta.Se attacco il mio analista e contemporaneamente penso che gli sto offrendo del materiale, in realtà spero che egli comprenda i motivi della mia aggressività e li interpreti.

…Gli aggettivi ‘positivo’ e ‘negativo’ hanno lo scopo di separare affetti e pulsioni, non indicano un criterio normativo, e ancor meno ideologico.

Nemmeno l’espressione ‘reazione terapeutica negativa’ denota un giudizio di valore, anche se il controtransfert sempre minacciato dell’analista connota come cattiva la reazione del paziente.

Il paziente reagisce come può e noi dobbiamo interpretare ciò che è successo nel modo più giusto possibile. Mi sembra che la cura che mettono alcuni autori a rilevare che la reazione terapeutica negativa  non è tanto negativa tenda a evitare questo equivoco, segnalando l’errore di classificare ideologicamente quel che succede. Il termine descrive una risposta del paziente, non la classifica come buona  o cattiva”

(R. Horacio Etchegoyen, I fondamenti della tecnica psicoanalitica, Astrolabio, Roma 1986)

“In generale sarebbe bene sostenere, fino a quando non ci risulterà diversamente, che l’esacerbarsi delle reazioni terapeutiche negative è una indicazione del fatto che il paziente sta compiendo un disperato tentativo di sopravvivere ai nocivi effetti  degli interventi di cui si sta facendo uso in quel momento. Quando le interpretazioni abbiano simili effetti distruttivi, occorre un approccio alternativo appropriato se si vuole rompere il circolo vizioso”

(L.Epstein, Il controtransfert con pazienti borderline, Liguori Editore,Napoli, 1997)

PROGRAMMA DEL CORSO

Sabato 17 Febbraio

Sentimenti controtransferali con pazienti gravi

Mario Rossi Monti, Psichiatra, Psicoanalista SPI, Firenze

Sabato 10 Marzo

Passaggi e turbolenze nella relazione terapeutica

Riflessioni a confronto a cura dell’Associazione ARPA, Cesena.

Sabato7 Aprile

Dalla relazione idealizzata alla relazione autentica

Raffaele Dionigi, Psicoanalista, Cesena.

Sabato 19 Maggio

Emozioni e trasformazioni. Come incontrare i sentimenti negativi in terapia.

Antonello Correale, Psichiatra, Psicoanalista SPI, Roma.

Il corso è accreditato da Salute in Armonia s.r.l. Provider n1371 per n. 24 crediti formativi.

Per informazioni ed iscrizioni telefonare a Dr.Carla Cicognani 0547/25775 (12-13; 14-14,30)

Sede del corso: Sala polivalente M.Fantini, Cesena , Via Renato Serra 2 

 

CORSO TEORICO CLINICO

TURBOLENZE DEL CAMPO E SUE VICISSITUDINI

Restando a volte prigionieri di una visione idealizzata ed onnipotentemente riparativa della relazione terapeutica, non riusciamo a tollerare e ad accettare sentimenti talvolta negativi che il paziente esprime e deposita in noi.

Talora non riuscendo a rimanere nella libertà che il transfert ci offre, ci identifichiamo totalmente nelle proiezioni del paziente e letteralizzando ciò che accade non troviamo più la distanza, l’ “inter”  ( inter-pretazione) che rende possibile un vedere e un capire veramente trasformativo.

Difendendoci in vari modi possiamo:

  • “rinviare al mittente” i sentimenti che transitano non riconoscendo in essi la drammatizzazione di accadimenti psichici rimasti incistati o calcificati;
  • spostare nella realtà ciò che avviene, colludendo così con la parte rivendicativa del paziente, alla ricerca di un oggetto persecutorio da attaccare;
  • saturare lo spazio con interventi che non riconoscendo la verità di ciò che accade, bloccano il possibile cambiamento ed una possibile apertura.

“Mi sgomenta pensare alla quantità di cambiamento profondo che io ho impedito o ritardato, in pazienti che appartengono ad una certa categoria di classificazione, a causa del mio personale bisogno di interpretare. Se soltanto sappiamo aspettare, il paziente arriva a capire in maniera creativa e con gioia immensa, ed ora io godo di questa gioia più di quanto fossi solito godere della sensazione di essere stato intelligente.

Io penso che interpreto soprattutto per far capire al paziente i limiti della mia comprensione.

Il principio è che è il paziente, e solo il paziente,   a possedere le risposte”

(D. W. Winnicott, L’uso di un oggetto e l’entrare in rapporto attraverso le identificazioni, in Gioco e realtà, Armando 1971)

ARTICOLAZIONE DEL CORSO

Il corso si articola in una serie di incontri martedì (dalle ore 20 alle ore 23,15) e sabato (dalle ore 9 alle ore 13) per un totale di 40 ore.

PROGRAMMA E TEMI TRATTATI

Martedì 16 gennaio:                  Introduzione

Martedì 20 febbraio:                 Il transfert negativo

Martedì 20 marzo:                    La reazione terapeutica negativa

Martedì 17 aprile:                     La funzione terapeutica dell’odio nel controtransfert

Martedì 15 maggio                   L’uso dell’oggetto

Martedì 12 giugno:                   Il rovesciamento della prospettiva in Bion

Martedì 18 settembre:               Difese dall’angoscia e ricerca della verità

Martedì 16 ottobre:                   Sul vero contenimento

Martedì 20 novembre:              Sulla speranza

Martedì 18 dicembre:               Conclusioni

Sabato 27 gennaio

Sabato 29 settembre                Modelli clinici a confronto

Sabato 10 novembre

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

T. J. Jacobs, Sulla speranza in analisi e per l’analisi

Gli Argonauti n.152  Marzo 2017

E. Borgna, La speranza in psichiatria, 

Gli Argonauti n.152  Marzo 2017

T. H. Ogden, La distruzione riconcepita: su “l’uso di un oggetto e l’entrare in rapporto attraverso identificazioni” di Winnicott, Rivista di Psicoanalisi 2017/1

L. Epstein, La funzione terapeutica dell’odio nel controtransfert, in Controtransfert e Relazione analitica, Liguori Editore 1997

L. Epstein, Il controtransfert con pazienti borderline, in Controtransfert e Relazione analitica, Liguori Editore 1997

D. W. Winnicott, L’odio nel controtransfert, in Dalla pediatria alla psicoanalisi, G. Martinelli Editore 1975

D. W. Winnicott, L’uso di un oggetto e l’entrare in rapporto attraverso le identificazioni, in Esplorazioni Psicoanalitiche, Raffaello Cortina Editore 1995

 

Relatore e conduttore del corso: Dr. Raffaele Dionigi, psicoanalista, Cesena.

Il corso è accreditato da Salute in Armonia s.r.l. Provider n. 1371 per numero 40 crediti formativi.

Sede del corso: Cesena , Via del Monte 80.

Per informazioni ed iscrizioni telefonare a Dr.Carla Cicognani 0547/25775 (12 -13; 14-14,30)

 

 

SPAZI DI FORMAZIONE 2017

Corso Seminariale
ALLE ORIGINI DELLA VIOLENZA

Corso teorico – clinico
IL RICONOSCIMENTO DELLA DISTRUTTIVITA’ NELL’UOMO
L’IPOTESI PSICOANALITICA

“I nuovi accadimenti storici peggiorano il ‘disagio della civiltà’ e i disturbi psichici, nel momento in cui le grandi strutture sociali e culturali, i grandi processi di regolazione della vita collettiva non sono più sostenuti da quelli che A. Touraine definisce i garanti metasociali della società: autorità e gerarchia, miti, credenze,e religione. Quando tali garanti si indeboliscono o si trasformano sotto l’effetto della industrializzazione, dell’urbanizzazione e dei movimenti migratori indotti da questi cambiamenti, le società post-industriali si trovano di fronte a nuove instabilità. Allo stesso modo quando le grandi ideologie e le religioni del progresso non individuano più le certezze, i sistemi di rappresentazione, i valori e i riferimenti dell’azione collettiva, i divieti e le leggi che regolano i rapporti sociali e interpersonali diventano vaghi o inoperanti. Attraverso la fragilità o i cambiamenti dei garanti metasociali perdiamo inoltre le grandi matrici di simbolizzazione quali la cultura, la creazione artistica, i riferimenti di significato, in sintesi tutto ciò che viene acquisito tramite le sublimazioni e il processo di civilizzazione(Kulturarbeit). La vita psichica è dunque minacciata dall’instabilità stessa dei suoi fondamenti, dalle fratture dei suoi ricettacoli, di solito silenti, che ospitano ciò che deve rimanere implicito e in parte, indifferenziato”.
(R. Kaës, Il disagio del mondo moderno, in Psiche Rivista di cultura psicoanalitica, n.1 1998)

“Fra i molti fattori che all’interno della personalità sono causa di comportamenti violenti, esistono anche le proiezioni dei genitori, inquadrabili nella trasmissione transgenerazionale di contenuti intollerabili: queste vanno a riattivare quelle aree arcaiche di sentimenti irrappresentabili che, come si è visto in precedenza, risultano da difetto di contenimento e da danni alla struttura semantica primaria; in questi casi il soggetto agisce una violenza non sua, con la quale si è identificato in maniera arcaica secondo il modello della incorporazione”
“Per quanto ci è dato di capire, la violenza dei nostri giorni sembra accompagnarsi alla perdita di capacità rappresentativa e comunicativa, ed essere avulsa dal principio di causalità. Lo psicoanalista non può fare altro, quando si imbatte negli aspetti violenti della personalità, che ospitare nella mente le parti primitive, le identificazioni arcaiche, i sentimenti-sensazioni rabbiosi, per trovare insieme al paziente le parole che le esprimono e costituire il tessuto semantico che è condizione della crescita. E’ importante conoscere i tipi di violenza e le ricerche sul campo. Ma è soltanto nella relazione affettivo-cognitiva del lavoro terapeutico che la conoscenza si trasforma in verità umana”.
(G. Giaconia, Perché la violenza?, in Psiche Rivista di cultura psicoanalitica, n.1 1998)

“Il fenomeno del terrorismo suicida non potrebbe essere realizzato senza l’incontro e l’azione sinergica di queste due componenti: la rete (la parte psicotica) e il singolo individuo con la sua rabbia impotente, il suo desiderio di martirio o il suo sacrificio ideale.

Come avviene nelle strutture psicopatologiche gravi, anche in questo fenomeno stupisce la passività, la docilità con cui la parte sana della personalità si lascia dominare dal nucleo distruttivo”.
(F. De Masi, Una nota sul terrorismo contemporaneo, in Psiche Rivista di cultura psicoanalitica, 1 2006)

“Nel punto di incontro delle strade che si intrecciano per andare e tornare dal santuario di Apollo a Delfi, si compie il destino tragico di Edipo. A chi gli ingiunge di cedere il passo nella strettoia del crocicchio, facendo leva sull’autorità regale e sul riguardo dovuto all’età avanzata, il figlio di Laio risponde portando l’attacco al padre. Ne va anche qui, della propria sopravvivenza. Da quel passaggio solo uno dei due viandanti potrà uscire vivo. E dunque togliere di mezzo l’avversario, spingere l’agòn oltre il confine della patrolòia è l’unico modo per salvaguardare, con la propria incolumità, lo sforzo di diventare adulti”.
(U. Curi, La porta stretta, Bollati Boringhieri Torino 2015)

 

PROGRAMMA DEL CORSO

SABATO 18 FEBBRAIO
Alle origini della violenza, l’ipotesi psicoanalitica
Luigi Boccanegra, Psichiatra, Psicoanalista SPI, Venezia
SABATO 4 MARZO
Il terrorismo ipotesi per una pensabilità
Claudia Peregrini, Pediatra, Psicoanalista SPI, Milano
SABATO 29 APRILE
Violenza e passaggi generazionali
Umberto Curi, Filosofo, Padova
Raffaele Dionigi, Psicoanalista, Cesena.
SABATO 27 MAGGIO
Archeologia e fenomenologia della violenza
Raffaele Dionigi, Psicoanalista, Cesena.

 

IL RICONOSCIMENTO DELLA DISTRUTTIVITA’ NELL’UOMO
L’IPOTESI PSICOANALITICA

CORSO TEORICO – CLINICO

“Il male, vorrei ricordarvelo, è umano, solo umano”
(Iosif Brodskij, Il canto del pendolo, Milano, Adelphi, 1987)

“L’amore non nasce (come a volte si è detto) dall’odio. Ma l’odio, a sua volta non nasce dalla violenza in quanto tale, ma dall’incapacità di mettere la violenza a servizio dell’amore. Non è con la forza che si può realizzare il passaggio dalla violenza alla tenerezza, all’amore, alla creatività.
Al contrario ciò può verificarsi fondamentalmente mettendo in atto , con un soggetto che procede nella sua crescita affettiva, un clima educativo sano ed oblativo. Perché l’educazione non può ridursi puramente al registro pedagogico, ma deve appoggiarsi in primo luogo su tanta comprensione, aiuto e offerta di modelli di identificazione sufficientemente attraenti nella loro positività e rivolti alla relazione con l’oggetto. Cosicché il piacere possa appoggiarsi sulle relazioni di tenerezza e sulle relazioni creative, invece di costituire una prima forma di sintonizzazione con la violenza primitiva che può così facilmente…pervertirsi.”
(Jean Bergeret, La violenza quotidiana, in Psiche n.1, Borla 1998)

“Edipo ben prima del parricidio e dell’incesto porta in sé, nel suo corpo, nei suoi piedi la storia di una negazione e di un rifiuto, la storia di una violenza… che lo accompagna fin dall’origine: egli è figlio non voluto, nato in un momento di ebbrezza del padre, testimone di una violenza che lo fa fin da prima di nascere vittima e persecutore, ucciso ed uccisore e lo colloca all’interno di un sogno impossibile, di una fantasia generazionale di violenza e di morte (dal mito personale a quello generazionale e familiare): Laio, il cui nome significa ‘maldestro’ è fin dalla sua più tenera età senza padre a causa della prematura scomparsa di Labdaco ‘lo zoppo’ e come Edipo viene allontanato e bandito dalla città.
E’ questa esperienza esistenziale di vita e di morte che si colloca all’origine e del percorso vitale e del desiderio di conoscere di Edipo come di ogni uomo”.
(Raffaele Dionigi, Modelli della mente in psicoanalisi.Il paradigma Bioniano, Rivista Italiana di Psicoterapia e Psicosomatica, anno 16° n.3)

“Medea agisce con cuore di ‘pietra’ e con la forza del ‘ferro’ – come canta il coro – perché in lei la madre è cancellata dalla donna. Il suo amore per Giasone si è trasformato in un odio mortale che, come è già accaduto per il suo amore, la spinge a valicare ogni limite. In questo senso ‘il complesso di Medea’ mostra l’irriducibilità dell’essere donna all’essere madre nei termini della inconciliabilità assoluta: il sacrificio dei figli avviene per ritorsione della donna ferita nel suo essere, negata nella sua unicità insostituibile”.
(Massimo Recalcati, Le mani della madre, Feltrinelli, Milano 2015)

“La violenza, espressione della pulsione di morte, è l’antagonista necessaria perché la libido generi la vita, nel suo continuo divenire…
E’ inconfutabile che la libido, espressione pulsionale dell’amore, leghi: i legami chimico-fisici tra le cellule, legami di affetto tra i viventi, legami sintattici che formano le parole e i pensieri, attraverso i quali gli esseri umani comunicano.

La vita si fonda sul legame, dalle forme più elementari alle più raffinate comunicazioni dell’anima.
La pulsione di morte slega; se l’uomo non la proiettasse all’esterno (ritiene Freud) si autodistruggerebbe.”
(Giovanna Giaconia, Perché la violenza? In Psiche n.1, Borla 1998)

ARTICOLAZIONE DEL CORSO

Il corso si articola in una serie di incontri il martedì (dalle ore 20 alle ore 23:15) e il sabato (dalle ore 9 alle ore 13) per un totale di 40 ore.

PROGRAMMA E TEMI TRATTATI

Martedì 17 gennaio: Introduzione
Martedì 21 febbraio: Figure della violenza: Edipo
Martedì 21 marzo: Violenza e passaggi generazionali
Martedì 18 aprile: Figure della violenza: Medea
Martedì 16 maggio: Costruire i legami – distruggere i legami il pensiero di Bion
Martedì 13 giugno: Aggressione benigna e maligna, il pensiero di E. Fromm
Martedì 19 settembre: L’identificazione con l’aggressore
Martedì 17 ottobre: Le origini traumatiche della violenza
Martedì 21 novembre: Disumanizzazioni e/o specifico umano?
Martedì 19 dicembre: Conclusioni

Modelli clinici a confronto

Sabato 28 gennaio
Sabato 7 ottobre
Sabato 11 novembre

Relatore e conduttore del corso:
Dr. Raffaele Dionigi, Psicoanalista, Cesena.

I corsi sono accreditati da Salute in Armonia s.r.l. Provider n.1371:
“Alle origini della violenza”
corso seminariale (ore 24) crediti n. 24
con il seguente orario: 9:30-12:30 – 14:30-17:00
presso la Sala Polivalente Maria Fantini, via Renato Serra 2 Cesena (FC)

“Il riconoscimento della distruttività nell’uomo
L’ipotesi psicoanalitica”
corso teorico – clinico (ore 40) crediti n.40
martedì dalle ore 20:00 alle ore 23:15
sabato dalle ore 9:00 alle ore 13:00
presso la Sede ARPA via del Monte 80 Cesena (FC)
Il costo del corso seminariale è di euro 300,-
Il costo del corso teorico-clinico è di euro 350,-
Costo di ogni singolo seminario euro 80,-
(la partecipazione ai singoli seminari non dà accesso ai crediti formativi)

 

Qui e possibile scaricare il programma 2017 in PDF

Depliant Spazi di Formazione 2017.pdf

 

PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI:
Dott. CARLA CICOGNANI
Tel. 0547 25775
(dalle ore 12 alle ore 13 e dalle ore 14 alle ore 14:30)

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Rivista Psiche n.1 Borla 1998

Rivista Psiche n.1 Il Saggiatore 2006

Sofocle, Antigone, Edipo Re, Edipo a Colono,
Sansoni, Firenze, 1980

Euripide, Medea, Feltrinelli, 2014

 

 

 

SPAZI DI FORMAZIONE 2016

DALLA COPPIA CONIUGALE ALLA COPPIA GENITORIALE

CORSO SEMINARIALE

Il tipo di legame che la coppia ha stabilito, in quanto coppia, prima della nascita di un figlio, ha una notevole influenza sul modo in cui il bambino verrà accolto all’interno della diade coniugale (Box et al.,1981). Se la coppia è in grado di adattarsi con duttilità al cambiamento, il nuovo contesto che si crea può essere l’occasione per una mobilitazione creativa e l’opportunità per riaffrontare situazioni problematiche delle esperienze della propria infanzia che l’assetto affettivo attuale della relazione di coppia aiuta ad elaborare.

L’assunzione da parte dei coniugi della funzione genitoriale comporta spesso un periodo di crisi nell’assetto della coniugalità, che può essere letta come ‘crisi evolutiva’, in un certo senso fisiologica che impone un riassetto dell’organizzazione di personalità di ciascuno (Erikson, 1963; Cramer, Palacio Espasa, 1993).

….Il modo in cui la coppia si riorganizza affettivamente in relazione alla nascita dei figli ha un’influenza rilevante sia sulle modalità con cui ciascuno dei due coniugi si assesta nel proprio ruolo, sia sull’interazione fra la mamma e il neonato, e tutto ciò ha una parte considerevole nel determinare la struttura psichica del bambino”.

(D.Norsa, C.Zavattini, Intimità e collusione, Raffaello Cortina Editore, Milano1997)

“A un adulto non si deve chiedere di rappresentare l’ideale di una vita cosidetta morale, né, tantomeno, di una vita compiuta, ma di dare peso alla propria parola, il che significa innanzitutto provare ad assumere tutte le conseguenze dei suoi atti. Un adulto non è tenuto a incarnare nessun ideale di perfezione, ma è tenuto a dare peso simbolico alla propria parola. E questo significa mostrarsi ai propri figli come dipendente a sua volta da una Legge – la Legge della parola – che lo sovrasta”.

(M.Recalcati, Il complesso di Telemaco, Feltrinelli 2013)

“Noi non siamo altro che l’insieme stratificato di tutte le tracce, le impressioni, le parole, i significanti che provenendo dall’Altro ci hanno costituito. Non possiamo parlare di noi stessi senza parlare degli Altri, di tutti quegli Altri che hanno determinato, fabbricato, prodotto, marchiato, plasmato la nostra vita. Noi siamo la nostra parola, ma la nostra parola non esisterebbe se non si fosse costituita attraverso la parola degli Altri che ci hanno parlati”.

(Massimo Recalcati, Il complesso di Telemaco, Feltrinelli 2013)

“…La motivazione a ‘prendersi cura’ mobilitata dall’arrivo del nuovo nato, come una delle espressioni più caratteristiche di quella qualità umana che Balint (Balint,Balint,1968) ha definito come ‘terapeuticità naturale delle relazioni’ , concorre in una grande misura a dare corpo a quel nuovo assetto psicologico che comprende la coppia e il bambino, riattivando una specifica sensibilità che coinvolge anche l’equilibrio psicofisico, e introduce una particolare plasticità psichica che permette anche agli adulti, con le loro organizzazioni difensive consolidate, di accedere a livelli profondi di coinvolgimento”

( D.Norsa, C. Zavatttini, Intimità e collusione, Raffaello Cortina Editore, 1997)

 

PROGRAMMA DEL CORSO

Sabato 20 febbraio 2016

Lasciatemi sembrare fino a quando non sarò. Adolescenza e speranza.

Raffaele Dionigi, Psicoanalista ARPA Cesena.

 

Sabato 5 marzo 2016

Corpi reali e corpi virtuali, come cambiano le relazioni nell’era del web.

Chiara Risoldi, Psicoanalista SPI, Bologna.

 

Sabato 9 aprile 2016

Risonanze e dissonanze del contesto familiare con un figlio con patologia grave

Luigi Boccanegra Psichiatra, Psicoanalista, SPI, Venezia

 

Sabato 8 ottobre 2016

Miti familiari e passaggi transgenerazionali. Uno sguardo attraverso la lente del cinema.

Pietro Rizzi, Psicologo, Psicoanalista SPI, Milano.

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MARTEDI 19 GENNAIO 2016 ore 21:00

inizia il corso teorico-clinico “SCENARI DELLA GENITORIALITA”

Per quanto riguarda la coppia nella sua funzione genitoriale, quando si viene a spezzare il circuito virtuoso, per cui, almeno in parte l’amore narcisistico riceve conferma, si attiva facilmente una dinamica negativa che parte dal sentimento di frustrazione, e che genera successivamente un sentimento inconscio di colpa, che aumenta i vissuti di frustrazione e rabbia. Spesso è proprio il sentimento di colpa del genitore che porta ad una escalation di negatività, in quanto ogni comportamento che non va del figlio tende ad aumentare la convinzione che egli sia non normale, pazzo,ecc. Dietro questa convinzione c’è il timore di averlo danneggiato, o di essere da lui danneggiato. Alla lunga questo stato di cose si estende al coniuge, colpevole di non capire, di non saper agire sul figlio per modificare la situazione, e in tal modo il malessere tende ad estendersi a tutto il nucleo familiare”

(Diana Norsa, Circolo vizioso, circolo virtuoso,in Quale Psicoanalisi per la coppia?, Franco Angeli Editore, Milano, 2005)

Conduttore del corso: Dr. Raffaele Dionigi, Psicoanalista ARPA Cesena.

Il corso è accreditato da Salute in Armonia s.r.l. Provider n. 1371 per 40 crediti formativi.

Per informazioni ed iscrizioni telefonare a Dr. Carla Cicognani 0547/25775 (12-13 ; 14 -14:30)

Sede del corso: Via Uberti 53 Cesena

Costo del corso: euro 350,-

 

 

Qui e possibile scaricare il programma 2016 in PDF

SPAZI DI FORMAZIONE 2016 depliant 3 pag

 

 

 

SCENARI DELLA GENITORIALITA’

Corso teorico – clinico

“La condivisione della genitorialità all’interno della relazione di coppia, in sostanza, può essere anche descritta nei termini dell’attivazione, potenziata reciprocamente, di quella funzione differenziata dell’individuo che la psicoanalisi ha individuato come capacità di elaborare il lutto e di pensare; funzione indispensabile perché permette la preservazione di uno ‘spazio interno’ distinto dall’agire proiettivamente, quel ‘Senso del Noi’ condiviso dalla coppia, che può essere esteso al bambino in quella fase della vita in cui necessita di essere ‘contenuto’ con i suoi bisogni affettivi e la sua dipendenza, tollerando quella quota di frustrazione e limitazione che inevitabilmente la presenza del bambino impone”

(D.Norsa, C.Zavattini, Intimità e collusione, Raffaello Cortina Editore, Milano 1997)

“I processi che normalmente hanno luogo nelle madri al momento della nascita del figlio e dell’emergere della genitorialità costituiscono una ‘crisi’…

L’elemento centrale di questa crisi implica ciò che abbiamo chiamato lutto evolutivo. In effetti pensiamo che questi eventi della vita implichino sempre la riattivazione del vissuto della perdita di oggetti primitivi, che si tratti dei propri genitori o di altre persone emotivamente significative. Nella misura in cui, nel passato, questo processo di lutto non è stato elaborato, ne ritroveremo alcune manifestazioni dirette e indirette nella relazione col figlio, sotto forma di scenari narcisistici” .

(J.Manzano, F.Palacio Espasa, Scenari della genitorialità, Raffaello Cortina Editore, Milano 1999)

“ …Improvvisamente, comportamenti abituali nelle dinamiche familiari generano opposizione e rifiuto, nel momento in cui non corrispondono più a un sé che è impegnato a tessere nuovi legami, nel bisogno di essere parte di quel nuovo, che rappresenta il suo divenire.

E’ una tempesta emotiva ed istintuale quella che irrompe nella vita del giovane adolescente e, nel sospingerlo verso nuove mete, innesca il processo di differenziazione e poi quello di separazione e individuazione. Il bisogno di dipendenza non è risolto, ma è in trasformazione l’immagine che rappresenta la possibilità di soddisfazione.

Il tramonto dell’immagine materna richiede altri oggetti che possano essere investiti e pone il problema non solo del guardare verso ma anche dell’essere visti.

Il conflitto generazionale ha mobilitato l’ambivalenza che, nell’alternanza di amore e odio, impegna la modulazione della distanza in vorticosi avvicinamenti e allontanamenti.”

(F.Tagliagambe, L’adolescenza e la costruzione della libera soggettività, in Adolescenza e speranza Quaderni de gli argonauti n.28 dicembre 2014)

ARTICOLAZIONE DEL CORSO

Il corso si articola in una serie di incontri martedì (dalle ore 20 alle ore 23,15) e sabato (dalle ore 9 alle ore 13) per un totale di 40 ore.

PROGRAMMA E TEMI TRATTATI

Martedì 19 gennaio:       Introduzione

Martedì 16 febbraio:       Dalla nascita alla co-nascita

Martedì 15 marzo:           Il bambino e la coppia

Martedì 19 aprile:           L’ombra di Sé: le proiezioni del genitore sul figlio

Martedì 17 maggio:         L’ombra dell’oggetto dei genitori proiettato sul figlio

Martedì 14 giugno :         La comunicazione triangolare nel bambino

Martedì 20 settembre:     L’amore materno

Martedì 18 ottobre:         Dal complesso di Edipo al complesso di Telemaco

Martedì 15 novembre:     “Non ti riconosco più” . La fatica dei genitori con un figlio adolescente

Martedì 20 dicembre:     Conclusioni

Sabato 30 gennaio

Sabato 28 maggio               Modelli clinici a confronto

Sabato 26 novembre

Relatore e conduttore del corso: Dr. Raffaele Dionigi, Psicoanalista, Cesena.

Il corso è accreditato da Salute in Armonia s.r.l. provider n. 1371 per n. 40 crediti formativi.

Per informazioni ed iscrizioni telefonare a Dr. Carla Cicognani 0547/25775 (12:00 -13:00 ; 14:00 -14:30 )

Sede del corso: Via Uberti 53 Cesena  ( dal 13.05.2015 la Sede del Corso si sposta in Via del Monte, n. 80  47521 Cesena)

Costo del corso: euro 350,-

 

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Scenari della genitorialità, La consultazione genitori - bambino

Scenari della genitorialità

J.Manzano, F. Palacio Espasa

Scenari della genitorialità

Raffaello Cortina Editore , Milano, 1999

ISBN 9788870786941

 

 

Il Complesso di Telemaco, Genitori e Figli dopo il Tramonto del Padre

Il Complesso di Telemaco

Massimo Recalcati

Il complesso di Telemaco, 

Feltrinelli, Milano,2013

ISBN 9788807172557

 

 

Le mani della Madre, Desiderio, Fantasmi ed eredità del Materno

Le mani della Madre

Massimo Recalcati

Le mani della madre

Feltrinelli, Milano 2016

ISBN 9788807172908