Gruppo di ricerca Psicoanalitica


SCENARI DELLA GENITORIALITA’

NOTE PER UNA INTRODUZIONE

Riprendendo dalle conclusioni di Zavattini -Norsa, Intimità e collusione, Raffaello Cortina Editore, Milano 1997, al capitolo sulla coppia genitoriale, possiamo dire che:

“La nascita di un figlio rappresenta per la coppia un passaggio evolutivo da coppia coniugale a coppia genitoriale con la conseguente riattivazione delle rappresentazioni interne collegate al Sè stesso bambino e ai propri genitori…

In quest’ottica la nascita di un figlio, e il conseguente legame che si instaura fra madre, padre e neonato, ha un alto valore rappresentazionale di dinamiche intrapsichiche, per cui l’evento della nascita di un figlio non si ascrive solo sul piano della realtà, dello scenario affettivo attuale, ma acquista anche una forte valenza di rappresentazione di dinamiche intrapsichiche, in parte condivise dai coniugi, in parte personali”.

E’ quello che gli autori definiscono “potere evocativo” della nascita di un figlio che si esercita e si svela su due direzioni psichiche temporali:

  1. una legata al passato come tendenza a riattivare schemi relazionali legati alle esperienze della propria infanzia

  2. l’altra proiettata verso il futuro “sfruttando l’opportunità offerta dal nuovo legame per riprogettare la rete di investimenti e significati affettivi attraverso quello che è stato definito da Cramer e Palacio Espasa “lutto evolutivo”:

    Abbiamo considerato che lo sfondo sul quale appaiono le turbe della relazione madre-figlio è costituito dall’insieme dei processi psicologici che hanno luogo normalmente nelle madri al momento della nascita del figlio e dell’emergere della genitorialità…

    In effetti, pensiamo che questi eventi della vita implichino sempre la riattivazione del vissuto della perdita di oggetti primitivi, che si tratti dei propri genitori o di altre persone emotivamente significative. Nella misura in cui, nel passato,questo processo di lutto non è stato elaborato, ne ritroveremo alcune manifestazioni dirette e indirette nella relazione col figlio, sotto forma di scenari narcisistici”(J. Manzano F Palacio Espasa N. Zilkha, Scenari della genitorialità, Raffaello Cortina Editore, Milano 2001).

Continuano Zavattini-Norsa:

“Anche le caratteristiche specifiche del bambino, giocano un ruolo significativo in questa dinamica affettiva della coppia; un neonato vitale, responsivo, attivo nella presentazione dei suoi bisogni può facilitare e confermare i genitori nel proprio vissuto di adeguatezza e di efficacia, favorendo la costruzione di una esperienza di soddisfazione e condivisione; oppure potrà essere sentito dai genitori come l’incarnazione di quegli aspetti avidi e possessivi che devono essere controllati e repressi.

Al contrario, un neonato poco vitale, incline al ritiro di fronte alle frustrazioni, può mettere a dura prova la stabilità delle rappresentazioni interne e dell’assetto della relazione dei genitori, confermando le aspettative negative su di Sè. Oppure suscitare sentimenti riparativi e d’amore in quanto rappresentante degli aspetti deboli della personalità dei genitori”.

CONCETTI CHIAVE

  • passaggio evolutivo

  • riattivazione delle rappresentazioni interne

  • alto valore rappresentazionale di dinamiche intrapsichiche

  • potere evocativo della nascita di un figlio

  • lutto evolutivo

  • caratteristiche del figlio

IL CONCETTO DI SCENARIO

Con il concetto di scenario (“messa in scena”) si intende qualcosa di più e di diverso della descrizione delle funzioni e dei ruoli assunti dalla coppia come genitori e neppure semplicemente l’approfondimento, sia pure necessario, delle problematiche connesse a tale situazione, quanto piuttosto l’introduzione di uno sguardo e di una visione dinamica che chiama in causa non solo l’essere genitori nella sua dimensione “conscia” ma soprattutto nel gioco dinamico e continuo delle proiezioni inconsce che costituiscono la trama ed il vissuto delle relazioni madre-figlio/a, padre-figlio/a, madre-padre, madre-padre-figlio/a nelle reciproche inter-relazioni in un continuo ri-definirsi e ri-trovarsi.

IL CONCETTO DI CO-NASCITA

In questo contesto e in questa ottica acquista significato specifico il concetto di co-nascita con il quale si intende prima di tutto che esiste una reciprocità del nascere che pur nella a-simmetria necessaria e costitutiva adulto-bambino, si pone come reciprocamente fondativa perché impegna l’altro, l’essere dell’altro, ad esserci costruendo una storia fatta da una parte di elementi pre-scritti, siamo in questo senso in-segnati come ci ricorda Diego Napolitani, dall’altra di potenzialità espressive e generative inedite.

Ciascun figlio fonda così anche lo statuto di genitore per due motivi fondamentali:

*il primo, come ci ricorda Luigi Pagliarani, perché se non è detto che tutti siamo o saremo padri o madri, certamente tutti siamo stati figli (concetto di “puer”) e questo essere universalmente e al tempo stesso soggettivamente figli, si porta dentro e colloca dentro una relazione strutturante che organizza la propria esistenza ed il proprio Sè;

*il secondo perché da questo consegue che ognuno impara ad essere padre o madre da come è stato figlio.

CONCETTI CHIAVE

  • scenario

  • proiezione inconscia

  • co-nascita

  • reciprocità del nascere

  • essere in-segnati

  • potenzialità espressive e generative

  • figlio-puer

  • relazione strutturante

ALCUNI SCENARI TIPICI

In particolare prendiamo in considerazione alcuni scenari che si impongono per la loro tipicità in forza del gioco delle proiezioni e delle fantasie inconsce che in essi si manifestano.

In questi scenari sono coinvolti due fondamentali processi:

  • Il transfert che provoca situazioni in cui il padre o la madre attribuiscono inconsciamente al figlio il ruolo che appartiene ad un altro partner.

    Il genitore tenderà, in questo senso, a riproporre per mezzo del figlio, la propria configurazione conflittuale originaria.

  • Proiezione narcisistica attraverso la quale il figlio è scambiato con sé stessi, con il proprio Sè o con parti di esso. Si rintracciano così nel figlio aspetti di Sè oppure aspetti dell’oggetto

    abbandonato, idealizzato o negativo: “Si tratta di una rappresentazione di sé (self) del genitore che viene proiettata e che, di conseguenza, è investita di libido narcisistica; questa rappresentazione di sé è proiettata sia direttamente in quanto tale…sia tramite l’immagine interna di un oggetto.

    …Possiamo dire, parafrasando Freud, che l’ombra dei genitori è caduta sul figlio, sia direttamente, sia attraverso l’ombra dei loro oggetti interni”.

    (J.Manzano F.Palacio Espasa N. Zilkha, Scenari della genitorialità, Raffaello Cortina Editore, Milano2001)

IN SINTESI

“Le fantasie inconsce dei genitori, l’insieme strutturante di esse, spinge ad attribuire al bambino un determinato “ruolo”. L’attribuzione del ruolo mira alla risoluzione del conflitto.

Il bambino attraverso il suo ruolo deve rappresentare un altro partner o un aspetto del Sè genitoriale.

a) il bambino come sostituto di un altro partner

    • sostituto dei genitori

    • del coniuge

    • di un fratello o di una sorella

b) il bambino come sostituto del Sè parentale

  • il bambino come semplice immagine di Sè

  • il bambino come sostituto del Sè ideale

  • il bambino come sostituto dell’identità negativa (capro espiatorio che libera dal senso di colpa)” (Richter Horst-Eberhard, Genitori, bambino e nevrosi, Rusconi Editore,1997)

“Gli scenari narcisistici della genitorialità possono dunque essere superati e integrarsi nello sviluppo armonico delle relazioni genitori-figli; ma possono anche essere patologici nella misura in cui interferiscono in questo sviluppo ed entrano in conflitto con la realtà, e particolarmente con la realtà dell’esistenza di un figlio in crescita, che non corrisponde alla proiezione che è stata depositata in lui” (J.Manzano F Palacio Espasa N. Zilkha, op.cit)

CONCETTI CHIAVE

  • transfert

  • proiezione narcisistica

  • fantasia inconscia

  • ruolo (attribuzione di…)